Kalush Orchestra contro la decisione dell’Eurovision

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Qualche giorno fa l’Eurovision Song Contest ha fatto sapere che l’Ucraina, a causa del protrarsi della guerra, non potrà organizzare l’edizione 2023. A sostituirli, potrebbero esserci sia l’Italia che il Regno Unito. Tuttavia, la Kalush Orchestra si è categoricamente opposta a questa decisione, in quanto vorrebbero che il festival venisse organizzato proprio dall’Ucraina e quindi sperano che l’Ebu (l’European broadcasting union) cambi la propria decisione.

Dopo aver vinto, i Kalush Orchestra dissero che era «difficile dire cosa succederà ora, è la prima volta che vinciamo l’Eurovision. Abbiamo un permesso temporaneo per essere a Torino: domani dobbiamo essere di ritorno e come ogni ucraino siamo pronti a combattere, come possiamo e fino a quando possiamo». I ragazzi quindi erano tornati a combattere, come ogni cittadino ucraino maggiore di 18 anni, e di sesso maschile, e spesso anche di sesso femminile.

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«Ogni successo in questo momento è pieno di significato per l’UcrainaLa nostra cultura è stata attaccata e siamo qui anche per dimostrare che invece è viva e ha il suo marchio distintivo», disse la Kalush Orchestra. Tra l’altro, lanciando quell’appello umanitario, hanno quasi rischiato la squalifica, ma il cantante Oleh Psjuk disse che sarebbe stato «un prezzo che non avrei esitato a pagare per far passare il mio messaggio».

Aggiunse anche che che «la nostra gente è bloccata nell’acciaieria Azovstal e non possono uscire. Bisogna farli uscire e per farlo abbiamo bisogno di far circolare le informazioni, di fare pressione sui politici». Infine, concluse dicendo che «saremo felici di ospitare l’ESC nella nuova, felice e integrata Ucraina». E noi speriamo davvero che possa esserci quest’opportunità! I ragazzi, poi, per aiutare il proprio paese, hanno deciso di vendere il premio. E adesso si oppongono alla scelta dell’Ebu.

Kalush Orchestra contro la decisione dell’Ebu

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«In conformità con le regole e per garantire la continuità dell’evento, l’Ebu inizierà ora le discussioni con la Bbc per ospitare l’Eurovision Song Contest 2023 nel Regno Unito, Paese arrivato secondo nell’ultima edizione», abbiamo letto in un comunicato dell’Ebu. Insieme all’Ucraina, però, non è d’accordo neanche l’Italia, o comunque qualche esponendo. Ad esempio, il senatore del Pd, Filippo Sensi, che ritiene che «la decisione di disputare lì il prossimo Eurovision sia davvero sbagliata. E non per restringere il campo di una competizione larga, è la sua forza. Ma perché il suo messaggio europeo ed europeista oggi deve fare premio».

La Kalush Orchestra, però, non è d’accordo in nessuna delle due opzioni. L’appello è stato condiviso dal cantante del gruppo, Oleh Psjuk, che in un video ha detto che «tutti hanno sentito le notizie sull’Eurovision Song Content», e che non ritengono sia una bella notizia. «Il nostro team è deluso dalla decisione dell’Ebu e spera che questa possa essere cambiata», ha aggiunto riferendosi alla decisione di non far svolgere l’Eurovision in Ucraina, che ha vinto quest’edizione.

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«Vogliamo mantenere l’Eurovision 2023 in Ucraina», ha detto sottolineando che «le forze armate dell’Ucraina faranno tutto il possibile per renderlo sicuro per tutti, quindi chiediamo all’Ebu e a tutti coloro che prendono la decisione di darci del tempo. Mostreremo che tutto sarà come dovrebbe essere». Vedremo comunque se l’Ebu farà davvero un passo indietro, ma in questo momento sembra essere davvero tanto difficile.

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