Crolla funivia Stresa-Mottarone, morte nove persone, gravi due bambini


Circa due ore fa, verso le 13, è precipitata una cabina dalla funivia Strea-Mottarone con a bordo 11 persone, 9 delle quali sono decedute. Ancora non si sanno le cause per cui la cabina è crollata, forse per il cedimento di una fune. Era stata riaperta da quasi un mese, il 24 aprile, dopo il lockdown ed è terribile pensare che, dopo più di un anno di lockdown, si possa perdere la vita proprio nel momento in cui si respira la libertà. Facciamo le più sentite condoglianze a tutte le famiglie coinvolte.

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Fonte: Twitter

È caduta quando stava quasi in vetta, in un dei punti più alti. La funivia percorre un tragitto di 20 minuti, raggiunte i 1491 metri ed era stata chiusa nel 2014 per una revisione, per poi essere riaperta nel 2016. I lavori sono costati 4 milioni di euro (finanziati dalla Regione Piemonte, dal Comune di Stresa e dalla società che ha condotto la gestione) e sono stati condotti dalla ditta Leitner di Vipiteno. Tuttavia, dopo 5 anni e dopo essere stata a lungo ferma, forse un’altra revisione sarebbe stata utile. Adesso delle vite sono spezzate e delle persone piangeranno i propri cari. E la colpa di chi è?

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Fonte: Twitter

Le vittime della funivia, inaugurata per la prima volta nel 1970, precipitata sono al momento 9, mentre due bambini sono in codice rosso, molto gravi. Le squadre sono intervenute quanto primi, sia i vigili del fuoco che i soccorsi alpini. Anche un elicottero del reparto volo di Varese si è recato sul posto. Purtroppo la fune ha ceduto facendo cadere la cabina proprio in un tratto boscoso in cui le operazioni di recupero non sono facili. Non appena avremo nuove notizie, aggiorneremo l’articolo.

[AGGIORNAMENTO] Attualmente le persone sulla funivia erano 15 e non 11 come si pensava inizialmente (così leggiamo su ANSA). Il direttore della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, Fabrizio Gennari, aveva comunicato di due bambini in «situazione critica». Purtroppo, il più grande dei due, un bimbo di 9 anni di nome Mattia Zorloni, è deceduto mentre si trovava in ospedale. L’altro bambino invece lotta ancora fra la vita e la morte. Tra le altre vittime troviamo un altro bambino, di soli due anni. Questo è l’elenco delle vittime rilasciato da ANSA:

  • Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia
  • Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia
  • Biran Tom, nato a Pavia il 16 marzo 2019 e residente a Pavia
  • Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l’11 febbraio del 1950
  • Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939
  • Shahaisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza)
  • Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza)
  • Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese
  • Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese
  • Zorloni Vittorio nato a Seregno, Milano, l’8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese)
  • Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)
  • Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

Roberta e Angelo Vito, di 40 e 45 anni, erano coniugi residenti a Piacenza, originari di Bari. La quarantenne, guardia medica all’ASL, prima di salire sulla funivia, aveva mandato un messaggio alla sorella: «Stiamo salendo in funivia». Silvia e Alessandro, 27 e 29 anni, erano una coppia di Varese, appassionati di natura, mare e montagna, pronti a una nuova gita dopo il lockdown. Serena e Mohammadreza, 27 e 23 anni, erano due fidanzati, lui di origine iraniana, studente a Roma e lei borsista di ricerca al Cnr Istituto di Ricerca sulle Acque, che volevano solo godersi una gita rilassante.

E poi c’è la strage della famiglia israeliana, residente a Pavia. Padre, madre, due figli e i bisnonni. Il figlio più piccolo aveva 2 anni, il più grande dovrebbe essere il bambino sopravvissuto, di cui ancora non si sa il nome.

Funivia crollata: la rabbia e il lutto sui social

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Fonte: Twitter

Inutile dire che le persone sui social sono arrabbiata e tristi per quanto accaduto, ma soprattutto ci si domanda: come si poteva evitare una tragedia del genere? Adesso delle persone sono morte e altre piangono la perdita dei propri cari, dei bambini sono in fin di vita e probabilmente non potranno più vedere i propri genitori. Doveva essere una felice domenica, al sole e nella natura, e invece è divenuta una tragedia.

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