Boss in incognito: Will Shu, CEO di Deliveroo, testa il servizio

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Will Shu è la mente che c’è dietro uno dei servizi di consegne delivery più utilizzati al mondo e anche in Italia, Deliveroo, e anche il boss in incognito che una volta a settimana prende la bici, indossa la divisa e si mette a fare le consegne a Londra, consegnando cibo a domicilio in moto sia di capire come i suoi rider si trovano, che per testare l’applicazione dedicati ai lavoratori, in modo da trovare eventuali bug, cercare di migliorarla e anche di testare il lavoro dei ristoranti.

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Il CEO di Deliveroo
Fonte: Twitter

Tempo fa noi abbiamo intervistato un rider proprio di Deliveroo, che ci ha parlato tanto bene di questo servizio e di come stava gestendo il lavoro durante la pandemia, inviando mascherine e amuchina ai propri dipendenti, oltre che dando delle linee guida da seguire in modo da proteggersi dal Covid-19. Precisamente, il nostro rider anonimo ci ha raccontato di Deliveroo che

«è stato davvero eccellente, poiché sia sull’applicazione che sul sito ufficiale hanno offerto dei tutorial per gestire le consegne, come lavare per bene il contenitore termico o disinfettarlo dopo ogni ordine, le consegne a distanza, che consistono nel poggiare la borsa termica aperta sotto il portone e permettere al cliente di prendere da solo il cibo, in modo da non avvicinarci. In più ci inviavano, per chi le ha richieste, anche diversi disinfettanti e mascherine.»

Per cui non ci stupiamo minimamente che il CEO di Deliveroo abbia voluto testare in prima persona l’applicazione e quello che i suoi dipendenti provano, in modo da immedesimarsi e cercare di migliorare sempre di più il servizio. Tra l’altro, in un’intervista per il podcast The diary of Ceo, ha anche rivelato che è «un buon modo per fare esercizio» e anche che lo trova «rilassante».

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Il podcast The Diary of a CEO di Steve Bartlett

Will Shu, il CEO di Deliveroo che testa il lavoro

Ha 41 anni ed è nato nel Connecticut, cresciuto da genitori taiwanesi. Dopo la laurea ha lavorato come investment banker in JP Morgan, prima nelle sede di New York e poi in quella di Londra. E si trovava proprio a Londra quando ha avuto l’idea di creare Deliveroo. Nel 2013 ha fondato l’azienda con l’amico e collega Greg Orlowski, che ha creato l’applicazione e per molti mesi è stato un rider, potremo infatti definirlo il primo rider.

In The diary of Ceo, Will Shu racconta che «nessuno mi riconosce, qualche volta gli altri rider, ma non sono una celebrità», e in effetti, sebbene l’applicazione sia molto popolare, in pochi sanno anche il nomi di chi ha dato il via a Deliveroo. «La scorsa notte ho fatto cinque consegne a Notting Hill» e ha raccontato di essersi lamentato di un ristorante che aveva dato il cibo già freddo e, alla sua lamentela, ha risposto con «non scocciare e vai». Un collega rider, che ovviamente non lo aveva riconosciuto, gli ha detto che spesso lo trattavano così.

«Nessuno mi ha riconosciuto, del resto non sono una celebrità. Lo staff dei ristoranti era rude. Mi lamentavo che ero in attesa da troppo tempo e rispondevano: ehi, ragazzo, stai buono. Poi finalmente è arrivato il cibo ed era piuttosto freddo. Glielo dico e ribattono: consegnalo e non rompere. Mentre me ne andavo un altro fattorino di Deliveroo, anche lui senza riconoscermi, è venuto da me e mi ha detto che li trattano sempre così»

Il racconto del CEO di Deliveroo
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Fonte: The Times

«Informerò i capi. E dirò anche: “Di’ al tuo staff di sorridere, di chiedere ‘ehi, come stai?’. Perché questo può fare una grande differenza nelle giornate delle persone», ha detto lui. I rider, di Deliveroo, di JustEat, di qualsiasi sia la loro compagnia, sono delle persone e dei lavoratori e in quanto tali devono essere rispettate, dagli altri lavoratori, dai colleghi, come anche dalle altre persone. Di recente abbiamo anche parlato del rider che è stato picchiato durante i festeggiamenti del post partita Spagna – Italia, ma non è stato neanche l’unico caso.

Deliveroo molte volte è stata criticata per le condizioni di lavoro dei fattorini e infatti molti, nel Regno Unito, hanno scioperato per chiedere più diritti, sicurezza e anche una retribuzione più alta, tuttavia il CEO Will Shu ha sempre respinto tutte le accuse, affermando di impegnarsi costantemente per dare «nuove opportunità» ai ristoranti e «un ottimo lavoro» ai rider.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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