Soccorrere un uccellino: come fare

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Ieri mi sono trovata davanti una situazione che non avevo mai affrontato in tutta la mia vita: ho accudito per qualche ora un piccolo uccellino che i miei genitori hanno portato a casa poiché stava per essere mangiato da un gatto. Ora, lunge da me giudicare il gatto poiché sono una gattara, tuttavia l’uccellino non meritava di morire in quel modo brutale, e quindi sono stata felicissima di aiutarlo a spiccare il volo. Ma come? Io, che non ho mai avuto un animale tanto meno un volatile, come ho potuto aiutarlo? Vediamo insieme, in modo che possiate anche voi agire nello stesso modo se doveste trovarvi in situazioni analoghe.

Partiamo dal presupposto che la prima cosa che ho fatto è stato impanicarmi: l’uccellino sembrava molto spaventato, stava in un angolino della scatola e non si muoveva. Era ferito? Aveva un’ala rotta? L’unica cosa di cui ero certa è che non sapeva volare, e che sicuramente era molto affamato e assetato. Tuttavia, lo sappiamo, gli uccellini, in particolare quelli piccolini, non mangiano da soli e bisognerebbe letteralmente imboccarli come fanno le loro mamme, per cui all’inizio è stato molto complesso.

Come soccorrere un uccellino

Dopo essermi impanicata, ho ricordato di avere una conoscente veterinaria, per cui ho contattato lei cercando di capire se potesse aiutarmi, tuttavia l’ho beccata proprio mentre guidava per cui non mi ha saputa aiutare sul momento. Allora poi sono passata alla storia su Instagram: tra quasi 23k followers ce ne sarà almeno uno che sappia aiutarmi. In attesa di risposte, ho cercato aiuto scrivendo ad altri amici, che mi hanno reindirizzata a una ragazza. Nel frattempo, però, ho ben pensato di scrivere “veterinari Brindisi” e non so davvero come io non ci abbia pensato prima. Tuttavia, erano tutti chiusi.

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Intanto l’uccellino era immobile, ogni tanto muoveva la testa giusto per far sapere che era vivo. Era in silenzio, visibilmente abitato probabilmente perché è passato dallo stare per essere divorato da un felito al trovarsi in una scatola. Emozioni forti per chiunque. In ogni caso, poi mi è venuto in mente di cercare animali selvatici Brindisi su Google e sono stata riportata alla pagina Facebook del Centro Fauna Selvatica della Provincia di Brindisi, e ho subito chiamato il numero.

Fortunatamente mi hanno risposto subito e mi hanno chiesto di inviare su Whatsapp la foto dell’uccellino, in modo che potessero darmi delle indicazioni. Intanto su Google avevo letto che era possibile dar da mangiare all’uccellino anche dei croccantini di gatti e cani sciolti nell’acqua, ma per fortuna non sono riuscita a darglieli perché poi la volontaria mi ha detto di dare solo acqua e zucchero e di mettere dello scottex nella scatola, per poi portarlo al loro centro alle 16:30, in modo che lo nutrissero loro. Ma come do dell’acqua a un uccellino?

La volontaria mi ha letteralmente detto di buttargliela addosso, e inizialmente ho fatto così. L’uccellino provava a prenderla e comunque cominciava a calmarsi, ma poi ho deciso di utilizzare una cannuccia (anche una siringa sarebbe andata bene) e veniva molto più semplice. La bestiolina cominciava a fare cip cip e si vedeva che era molto più tranquilla, e con lui anche io. Tra l’altro tra le persone che mi hanno risposto su Instagram, alcuni mi hanno consigliato di rivolgermi al CRAS, ovvero essere il Centro Recupero Animali Selvatici, altri ancora mi avevano consigliato di comprare dei vermicelli e darglieli, tuttavia mi era stato esplicitamente detto di non dargli cibo.

Alle 16:30, comunque, sono andata alla sede di Brindisi del Centro Protezione Animali Selvatici, dove la volontaria mi ha chiesto dei dati e ha controllato l’uccellino: era una cimciarella giovane, troppo grande per stare nel nido ma che ancora non aveva imparato a volare e, fortunatamente, non era minimamente ferita. Mi ha anche detto che nel giro di due giorni avrebbe imparato a volare e l’avrebbero lasciata libera nel Bosco del Compare di Brindisi. Tutto è bene quel che finisce bene. Quindi, dopo avervi raccontato la mia esperienza, vi do dei consigli:

  1. Cerca su Google o su Facebook il centro CRAS più vicino a te, chiedendo loro cosa fare.
  2. Segui i loro consigli alla lettera senza improvvisarti veterinario perché lo hai letto su Google.
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Non scherziamo con la vita degli animali, soprattutto se vogliamo aiutarli. Gli esperti sanno quel che fanno e per questo dovete fidarvi di loro, che vogliono solo il bene degli animali. Ammetto che mi ero già affezzionata alla cimciarella, che è la razza dell’uccellino che abbiamo salvato, tuttavia sono stata felice quando mi ha detto che sarà libera e volerà insieme alla sua specie.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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