Femminicidio di Alessandra Matteuzzi: denunciati 25 “hater”

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Fu uccisa dall’ex compagno lo scorso agosto, e dopo il femminicidio anche gli insulti online da parte di sconosciuti: ma Alessandra Matteuzzi avrà giustizia. La sua famiglia ha ufficialmente denunciato 25 individui segnalati alla Polizia postale che adesso saranno identificati. Perché odiare, anche online, ti costa, e non puoi permetterti di insultare una donna, per di più una donna vittima di femminicidio, solamente perché si veste in modo sexy e si trucca, anche a 57 anni. Confidiamo che al più presto la Polizia ritrovi tutti i cyberbulli.

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Alessandra Matteuzzi aveva 57 anni ed era appassionata di moda, tanto da lavorare nel settore da anni in qualità di rappresentante di vendita di uno showroom con sede anche a Milano. Sul suo profilo Instagram, infatti, si vedono diverse foto in cui prova outfit, felice, libera. Giovanni Padovani, l’assassino, è invece un calciatore di 27 anni nato a Senigallia, in provincia di Ancona, ma che, per il calcio, vive a San Cataldo, dove gioca per la squadra cittadina. Pur di uccidere Alessandra, avrebbe abbandonato il raduno, preso un aereo e si sarebbe appostato sotto casa sua.

Lei lo aveva anche denunciato a fine luglio, ed agli inizi di agosto era stato aperto un fascicolo in procura, con le indagini delegate ai carabinieri. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti e sentito diversi testimoni, inviando una prima informativa in Procura attorno alla metà di agosto, sebbene dovessero ancora ascoltare altre persone al momento lontane da Bologna per le vacanze. In più, qualche giorno prima di essere uccisa, Alessandra Matteuzzi aveva anche chiamato il legale per comunicargli che Padovani si era presentato ancora sotto casa sua.

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La sorella raccontò al Tgr Emilia-Romana che «è scesa dalla macchina e ha cominciato a urlare ‘no Giovanni ti prego, no ti prego, aiuto’. Io ero al telefono, ho chiamato immediatamente i carabinieri che sono subito arrivati. Io abito a 30 chilometri da lei. Alla fine, l’ha massacrata di botte». Tuttavia, dopo la tragedia, Alessandra Matteuzzi ha cominciato addirittura a essere offesa online dai soliti leoni di tastiera, misogini e misogine senza il minimo rispetto per la vita umana.

Alessandra Matteuzzi: denunciate 25 persone che la insultarono dopo il femminicidio

La Polizia postale è ufficialmente al lavoro per trovare le 25 persone segnalate per i messaggi e i commenti pubblicati sui social dopo l’omicidio della 57enne. I parenti della donna sono assistiti dall’avvocata Chiara Rinaldi e hanno presentato alla Procura bolognese una denuncia chiedendo di agire contro gli autori delle parole di disprezzo e odio nei confronti della donna, pubblicate su Facebook e Instagram dopo il femminicidio. Secondo la loro opinione, avrebbero offesa la memoria e la reputazione Alessandra.

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Non hanno denunciato solo i commenti diretti, ma anche delle valutazioni che, secondo i familiari, avrebbero fomentato odio nei confronti di una donna che, purtroppo, non può più difendersi. Fra loro c’è anche Donatello Alberti, direttore della Croce Bianca di Ferrara, che nelle ore successive al femminicidio scrisse sui social: «Comunque anche lei come andava conciata, ovvio che il ragazzo era geloso». In seguito al commento, fu anche sospeso dall’associazione.

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