Agata Scuto: arrestato l’ex compagno della madre per omicidio aggravato

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Dopo 10 anni dalla sua scomparsa, la giovane Agata Scuto, ai tempi 22enne, potrebbe avere pace. L’ex compagno della madre, proprio quello che la convinse a ritirare la denuncia di scomparsa, è stato accusato e arrestato per l’omicidio aggravato e l’occultamento del cadavere della ragazza disabile di Acireale scomparsa il 4 giugno del 2012. La ragazza non usciva mai da sola da casa, per questo la madre e il fratello si allertarono subito quando non la trovarono a casa. Ma poi, quando l’assassino le disse di averla vista in giro con un ragazzo, la madre ritirò la denuncia.

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Agata Scuto è scomparsa da Acireale il 4 giugno 2012, quando lei aveva 22 anni. La madre e il fratello l’avevano lasciata sola a casa per andare a trovare la nonna ma, quando sono tornati, non l’hanno più trovata e, ancora oggi dopo quasi 10 anni da quel giorno, risulta scomparsa. Anche spronata dal figlio, la madre Mirella ne denunciò la scomparsa ai carabinieri, proprio considerando che la figlia non usciva mai sola da casa in quanto disabile.

Tuttavia, dopo solo qualche giorno, la signora Mirella la ritirò. Perché? Interrogata dalla redazione di Chi l’ha visto?, la donna ha risposto due anni fa. «Di quattro figli è l’unica che mi ha dato questo dispiacere.  Ho fatto denuncia poi l’ho ritirata perché avevo sentito che l’avevano vista. Abbiamo continuato a prendere noi i soldi perché lei li aveva abbandonati», confessò. I soldi a cui fa riferimento sono i €280 di invalidità che Agata Scuto percepiva ogni mese e che non avrebbe più ritirato dal suo conto, da quando è scomparsa.

La madre, infatti, è sempre stata convinta che la figlia sarebbe andata via con un ragazzo, forse anche speranzosa perché l’alternativa non è poi così piacevole per un genitore. «Da quel giorno in poi non si è più fatta sentire», disse. Alla fine del collegamento ha persino lanciato un appello alla figlia, sperando che potesse ascoltarla: «Ti prego torna,  ti aspettiamo a braccia aperte». Tuttavia, Agata, non potrà più tornare.

Agata Scuto: arrestato l’ex compagno della madre

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Non è la prima volta che le attenzioni sono verso l’ex compagno della madre. D’altronde la stessa madre ha portato le attenzioni nei suoi confronti poiché sospettosa su un’ipotetica relazione che aveva potuto avere con la figlia, che sarebbe potuta rimanere incinta e quindi scappare per questo motivo. Nel corso delle indagini era anche stato sequestrato un pezzo di metallo sporco di sangue da cui potrebbe essere stato isolato il DNA dell’assassino.

La svolta, comunque, c’è stata negli ultimi giorni. Secondo la tesi d’accusa, le indagini hanno «consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, in ragione sia del rapporto particolare che egli aveva instaurato nell’ultimo periodo con la ragazza – la quale non usciva mai di casa da sola, né intratteneva rapporti con altre persone -, sia delle falsità delle notizie fornite agli inquirenti dallo stesso circa i suoi spostamenti il giorno della scomparsa di Agata Scuto».

In particolare, l’indagato, che al momento è su custodia cautelare in carcere sotto l’emissione del gip di Catania, su richiesta della procura distrettuale etnea, «avrebbe cercato di inquinare le prove anche ottenendo da conoscenti la conferma del suo falso alibi». A ciò si aggiunge anche un’intercettazione mentre Rosario Palermo, 60enne, così si chiama il possibile assassino di Agata Scuto, si trovava in macchina da solo. L’uomo, infatti, esprimeva il timore che il corpo della ragazza, strangolata e bruciata, potesse essere ritrovato.

Ricapitolando, Rosario Palermo ha contro di sé «gravi indizi di colpevolezza sia in ragione sia del rapporto particolare che egli aveva instaurato nell’ultimo periodo con la ragazza, la quale non usciva mai di casa da sola, né intratteneva rapporti con altre persone, sia delle falsità delle notizie fornite agli inquirenti dallo stesso circa i suoi spostamenti il giorno della scomparsa di Agata».

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In più, è accusato di aver «cercato d’inquinare le prove ottenendo da conoscenti la conferma del suo falso alibi e predisponendo una complessa messa in scena per simulare delle tracce tali da giustificare la ragione per la quale il giorno della scomparsa di Agata si era gravemente ferito a una gamba sostenendo che era stato a causa di una caduta in montagna».

Con il fermo del signor Palermo finalmente si apre uno spiraglio dietro il caso della scomparsa di Agata Scuto che, purtroppo, potrebbe non essersi allontanata volontariamente come pensava la madre, ma sarebbe stata strangolata e bruciata dal suo patrigno. Noi speriamo che Agata Scuto, come tutte le persone scomparse e mai ritrovate, possa ottenere la giustizia che merita.

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