Reazioni chimiche dell’amore: ormoni, cervello, cuore

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Dopo il complicato periodo del 2020 eccoci finalmente arrivati al giorno più romantico dell’anno: San Valentino.

Per questa occasione ho pensato di proporvi l’amore in una chiave di lettura diversa. Vi siete mai domandati cosa succede razionalmente quando ci si innamora?

L’amore è più di un semplice bacio. Le reazioni chimiche coinvolte nell’amore sono varie e complicate, dunque non mi occuperò di descriverle tutte nei minimi dettagli ma cercherò di farvi comprendere le loro basi biologiche.

Recentemente sono state sviluppate tecniche di imaging cerebrale che hanno permesso ai neurobiologi di osservare e comprendere le basi neurali dell’amore romantico. Le diverse reazioni chimiche legate all’amore attivano regioni specifiche del cervello per ciascuno di noi, in particolare attivano aree in grado di produrre ormoni.

 

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Gli ormoni sono dei messaggeri chimici, ovvero molecole in grado di scatenare reazioni chimiche all’interno del nostro organismo producendo una risposta biologica. Anche l’amore dipende da queste reazioni chimiche, in cui il centro nevralgico è il sistema nervoso centrale.

Lo studio biologico dell’amore si pone l’obiettivo di definire le reazioni chimiche dell’amore utilizzando le conoscenze di letteratura psicologica. Negli ultimi decenni sono state descritte diverse forme di amore, tuttavia è stato evidenziato un andamento ciclico, in cui il ruolo principale di attrazione, attaccamento e cura (AAC model) sembra essere coerente in tutte le forme d’amore.

Secondo Tobore Onojighofia Tobore, un ricercatore indipendente dell’Università di San Diego in California, il modello AAC può essere riassunto in quattro fasi: attrazione, connessione, fiducia e rispetto.

Attrazione

Molto spesso sentiamo parlare di “attrazione fisica”, etichettandola come un semplice meccanismo concreto, materiale, ma l’attrazione verso una persona è molto più profonda. Tutto ha inizio in una struttura interna al nostro sistema nervoso centrale chiamata ipotalamo.

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A livello dell’ipotalamo, situato in profondità del cervello, avviene il rilascio di un ormone chiamato dopamina. Il rilascio di dopamina fa in modo che tutto il corpo si trovi in un completo stato di “benessere”, intimamente legato dunque non solo all’attrazione fisica ma anche alla formazione di nuovi rapporti.

L’ipotalamo inoltre è il centro di elaborazione delle informazioni più importante, poiché collega sistema nervoso, sistema endocrino e sistema limbico. Questi tre sistemi agiscono sinergicamente e definiscono le nostre emozioni a partire dallo stimolo fisico, che esso sia un bacio, una carezza o un semplice sguardo.

La dopamina rilasciata in seguito ad un gesto di affetto nei nostri confronti agisce in molte aree del cervello attivando le regioni della corteccia collegate alle emozioni tra cui ricompensa, desiderio, dipendenza, gratificazione e gioia, emozioni che ci permettono di definire nel nostro cervello una prima idea concettuale del tipo di persona che desideriamo amare.

 

Uno studio recente condotto all’Università Saint Andrews in Scozia ha individuato la tipologia di “uomo medio ideale” di cui le donne hanno maggiore probabilità di innamorarsi: ha la pelle liscia ed è lontano dal tipo macho che molti credono sia attraente per le donne.  Dal sondaggio emerge inoltre che le caratteristiche associate all’uomo ideale non sono legate solo all’aspetto fisico, ma principalmente ad un atteggiamento gentile e premuroso.

Le reazioni chimiche descritte costruiscono le fondamenta per le tappe successive nel viaggio dell’amore.

Connessione

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Connessióne sostantivo femminile [dal lat. connexio -onis, der. di connexus, part. pass. di connectĕre «connettere»] indica l’intima unione fra due persone o cose. Secondo alcuni neurobiologi la verità sulle reazioni chimiche che ci permettono di connetterci con altre persone può essere ricercata in diverse aree del cervello.

L’aumento di dopamina nel cervello degli innamorati riduce la produzione di un altro ormone chiamato serotonina. La serotonina ha il compito di definire l’equilibrio psicologico, poiché regola le reazioni chimiche che funzionano da “freno inibitore” nel nostro cervello.

Durante questa fase vi è una disattivazione della corteccia prefrontale, area deputata al ragionamento, giudizio, inibizione, ecco perché spesso il comportamento delle persone innamorate appare irrazionale e incomprensibile agli occhi di un esterno. In questa fase il partner appare come l’unica persona a cui vogliamo dare attenzione e amore.

 

Che bello l’amore, potremmo quasi dire tutto rose e fiori, ma sapevate che il livello di riduzione della serotonina negli innamorati è simile a quello rilevato in pazienti che mostrano disturbi ossessivo-compulsivi? Sembra che una caratteristica dell’innamoramento sia proprio il pensiero “ossessivo” focalizzato sul partner.

Un’altra piccola chicca per voi lettori: durante questa fase aumenta anche il rilascio di adrenalina, che insieme alla dopamina determina una miscela di reazioni chimiche che inducono uno stato di eccitazione molto simile a quello dovuto ad una piccola dose di amfetamine.

Fiducia

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La fiducia è la chiave di ogni relazione, ma ogni relazione richiede del tempo per acquisirla. La ricerca indica che la fiducia è associata alla mutua rivelazione di sé e alla reazione positiva del partner, entrambi fattori essenziali per l’esperienza di amicizia e intimità nelle relazioni romantiche. Ma vi siete mai chiesti cosa succede nel nostro cervello?

Il cervello umano possiede due meccanismi neurologici che ci permettono di fidarci di una persona al di fuori del nostro contesto sociale. Il primo riguarda la parte più esterna del cervello, che ci permette di formulare il pensiero astratto e di immedesimarci nell’altro individuo in modo da poter coordinare il nostro modo di comportarci nei suoi confronti, il secondo è legato all’empatia, ovvero la capacità di condividere emozioni e pensieri con le persone.

Alcune ricerche mostrano che l’empatia aumenta quando il cervello rilascia ossitocina: nella corteccia frontale dell’essere umano sono presenti molti recettori per l’ossitocina, di conseguenza il legame con essa sarà molto facilitato.

 

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L’ossitocina riduce l’ansia di interagire quando ci troviamo vicino ad altre persone e ci motiva a collaborare per uno scopo comune. L’ossitocina modula anche la dopamina, spingendoci a dare il nostro meglio e facendoci sentire apprezzati nel collaborare e nel connetterci con gli altri.

In linea con la teoria triangolare dell’amore di Sternberg, anche le basi scientifiche ci permettono di concludere che la fiducia si basi sulla possibilità di contare sulla persona amata nei momenti di bisogno, sulla comprensione reciproca, sulla condivisione di sé stessi e sulla voglia di impegnarsi per mantenere la relazione nel tempo.

La cura del benessere reciproco è importante poiché si basa sulla consapevolezza che l’altro troverà del tempo per noi e per i nostri bisogni o quando sorgeranno delle difficoltà: questi gesti ripetuti senza alcuna aspettativa di qualcosa in cambio forniscono al partner un senso di sicurezza e fiducia, contribuendo a rafforzare il sentimento d’amore nelle relazioni sentimentali. Annullare la “paura” del prossimo grazie alla fiducia è stata identificata come una delle caratteristiche più importanti di una relazione romantica ed è essenziale per la fedeltà, l’impegno, la monogamia, la vulnerabilità emotiva e l’intimità.

Rispetto

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Molteplici linee di studio evidenziano che nell’amore romantico il rispetto implica considerazione, ammirazione reciproca e capire il valore che ha per noi la persona amata in quanto parte della nostra vita (Sternberg e Grajek, 1984; Hendrick et al., 2011).

In questa fase viene disattivata l’amigdala, area centrale del cervello che elabora gli stimoli provenienti dall’esterno o dall’interno del nostro corpo, collegandoli ad una specifica emozione (un esempio sono le reazioni legate alla paura). Essa ha un’importante funzione di controllo, poiché ci permette di valutare continuamente ciò che ci circonda e di confrontarlo con le esperienze del nostro passato.

Nelle donne l’orgasmo è fortemente influenzato dall’attivazione dell’amigdala, poiché gli stimoli provenienti dal partner attivano i centri del piacere solo quando ci si trova in condizioni di serenità e assenza di paura, ovvero quando l’amigdala è spenta.

 

 

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Quando ci si innamora si tende ad avere meno paura, e questo è essenziale nel rapporto di coppia poiché vengono inibiti tutti i meccanismi di difesa in favore di meccanismi di protezione e salvaguardia dell’altro, affinché si possa creare un legame forte basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Ad oggi non sono ancora del tutto chiare le reazioni chimiche alla base dell’amore, la nostra conoscenza è ancora alquanto limitata e imprecisa, ma sicuramente nei prossimi anni verranno realizzate molte ricerche in questo ambito.

Spesso sentiamo dire che l’amore è una scelta dettata dal cuore, ma in questo articolo vorrei dimostrarvi che questa scelta è voluta dal nostro cervello, che produce ormoni in grado di agire sul nostro organismo e dare luogo a reazioni chimiche, biologiche ed emotive che insieme costituiscono questo sentimento così profondo noto come amore.

Essere innamorati non è questione da poco, è questione di chimica.

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