Le novità sulla scomparsa di Gaia Randazzo, di cui si son perse le tracce su un traghetto

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La scomparsa di Gaia Randazzo dal traghetto su cui si trovava insieme al fratello è ancora uno dei casi su cui più si discute, in quanto resta irrisolto e sembra che su quella nave, dopo un certo orario, proprio non ci siano tracce della 20enne. La procura di Palermo al momento sta indagando per istigazione al suicidio, ma le evidenze raccolte nel corso dell’inchiesta restano, ovviamente, riservate. Tuttavia, alcuni passeggeri avrebbero segnalato alla redazione di Chi l’ha visto? una situazione non molto serena a bordo della nave.

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Secondo quanto riferito, sul traghetto in cui si trovava Gaia Randazzo insieme a suo fratello minorenne erano presenti diverse persone ubriache, e l’ipotesi è che qualcuno avrebbe potuto avvicinare la giovanissima ragazza che dormiva sui divanetti nella hall. «La pista del suicidio per noi è infondata ed è quella più semplice per chiudere il caso in fretta», ha detto Angela Palazzolo, madre della ragazza, ai giornalisti di Fanpage. D’altronde, gli omicidi in mare sono fra i più complicati da risolvere, in quanto nel momento in cui viene segnalata la scomparsa, si è già abbastanza lontano dal punto in cui la vittima potrebbe essere caduta.

In passato abbiamo parlato del mistero della scomparsa di Alessio Gaspari, di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 20 e il 21 gennaio, mentre si trovava a bordo della nave al largo di Skagen, in Danimarca. Subito le autorità hanno deciso che si fosse trattato di suicidio, tuttavia quest’ipotesi è scartata non solo le prove trovate sulla nave ma soprattutto dai suoi amici e familiari con qui aveva parlato fino all’ultimo e che non vedeva l’ora di rivedere. Anche nel caso di Gaia Randazzo, subito ci si è rivolti verso l’ipotesi suicidio: ma i genitori non credono minimamente a questa teoria.

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Alessio Gaspari

In ogni caso, la storia di Gaia con quella di Alessio è molto diversa, in primis perché la seconda non si trovava su una crociera internazionale, bensì su un traghetto nazionale che collega due mete italiane, e infatti le indagini e le ricerche sono coordinate dal comando nazionale della Guardia Costiera e sono interessate le capitanerie non solo di Livorno, ma anche della Sardegna e, in più, le autorità francesi (per il tratto di mare vicino alla Corsica). Non si sa, però, in che punto la ragazza si sia allontanata dalla cabina condivisa con il fratello.

I misteri nel caso di Gaia Randazzo

«La pista del suicidio per noi è infondata ed è quella più semplice per chiudere il caso in fretta», ha detto Angela Palazzolo, madre della ragazza, ai giornalisti di Fanpage, aggiungendo di non credere alla pa pista e soprattutto che «le segnalazioni degli ultimi giorni non fanno che rafforzare le nostre convinzioni: il rischio che Gaia sia stata avvicinata da malintenzionati che possono averle fatto del male è concreto». Quando le viene chiesto il perché di questa ipotesi, racconta delle testimonianze di persone a bordo ubriache, quindi la situazione non era tranquilla.

Soprattutto, però, «Gaia non avrebbe avuto alcun motivo di togliersi la vita, sono tante le cose che non tornano. Ci auguriamo che la Procura ascolti passeggeri e staff della nave», in quanto ritiene che siano delle testimonianze «fondamentali per capire cosa sia accaduto. I racconti dei presenti, uniti alle immagini delle telecamere possono chiarire molte cose che la pista del suicidio non spiega». E tra l’altro, ancora non ci sono neanche le immagini della telecamera di videosorveglianza, né si sa se fosse funzionanti.

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Tuttavia, la felpa di Gaia Randazzo è stata trovata al nono piano, mentre lei dormiva con il fratello al quinto. «Ci sono quattro piani di differenza e non credo sia possibile che su quattro piani non vi fosse neppure una telecamera funzionante ad inquadrare il passaggio di mia figlia, magari in compagnia di qualcuno», ha detto ancora la madre. Il fidanzato di Gaia Randazzo, a cui inizialmente si è data la “colpa” in quanto si pensava l’avesse lasciata, in più, non sa nulla di un messaggio d’addio, e anche lui ha dubbi sul suicidio.

La madre di Gaia Randazzo conclude, con Fanpage, dicendo di sperare che «gli inquirenti ascoltino chi era presente quella notte e che non si limitino a quest’ipotesi assurda del suicidio. Sono sua madre e ho bisogno di risposte: il corpo di Gaia non è mai stato ritrovato e per quello che ne so potrebbe essere stata sequestrata e aver bisogno di me. Non può difendersi, perciò a lei penserò io. Lotterò per sapere cosa è accaduto». E noi le auguriamo lo stesso: giustizia deve essere fatta per Gaia Randazzo.

Per conoscere la sua storia: Gaia Randazzo: il mistero della 20enne scomparsa sulla nave

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