Addestramento e posizioni di una slave

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Oggi continuiamo a parlare di una delle nostre tematiche preferite, ovvero il BDSM e, in particolare, la figura dello slave. Chi è? Cosa fa? Quali sono le posizioni e le regole principali? Vi accorgerete, in particolare, dell’importanza della postura in questo ambito, e soprattutto delle pose punitive! Buona lettura!

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Chi è la slave?

La slave è il soggetto sottomesso ad un Padrone, da cui riceve ordini, viene umiliato o picchiato. Si tratta di una forma estrema di sottomissione, che si manifesta facendo dono di sé al Padrone, che può essere uomo (Master) o donna (Mistress). La sottomissione avviene in modo consensuale, ed entro i limiti stabiliti in precedenza. Se durante alcune pratiche lo slave decide di non voler più continuare, può abbandonare il “gioco”. Tutto viene svolto secondo la regola SSC (Safe, Sane and Consensual), ovvero nella tutela fisica del sottomesso e nella suo pieno consenso.

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Le funzioni della postura assunta dalla sottomessa:

  1. permettere alla sub di dimostrare la sua sottomissione e la sua devozione
  2. per forzare la sua obbedienza
  3. assisterla nel suo addestramento per mezzo di un comportamento controllato
  4. punirla (il caso in cui le si faccia assumere una posa di punizione
  5. esaminare il corpo della sub
  6. avere facile accesso (sessualmente parlando) al corpo della sub
  7. formare il suo comportamento
  8. semplice piacere del dom nel vedere la sua schiava in posa
  9. aiutare la slave e guadagnare pazienza (requisito fondamentale per il ruolo)
  10. “parcheggiare” la slave quando “non in uso” o comunque in attesa di ordini
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L’utilità delle pose di una slave utilizzate come strumento per controllarne le azioni è spesso
sottovalutata, in quanto hanno uno scopo molto pratico per il Master.

Utilizzando una semplice parola o un segno delle mani, un Master può rendere una slave in una posizione che può essere di piacere (per lui, per lei, o per entrambi) e che riduce la quantità di comandi o istruzioni necessarie per le azioni che seguiranno.

C’è anche da aggiungere che l’uso delle pose aiuta eccellentemente un Master nella modifica comportamentale della slave, in quanto le pose creano in lei una sensazione di impotenza e di
incapacità nel controllare la posizione ed i movimenti del suo corpo.

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Il comportamento della slave è pertanto controllato dal Master, e questo rinforza l’addestramento, in quanto può cambiare posizione, o comunque muoversi, solamente quando il Master le dà un ulteriore comando per farlo.

Le pose, concepite per l’istruzione della slave, sono posizioni durante le quali lei sa di doversi concentrare sui comandi o appunto sulle istruzioni del Master che, una volta pronunciata la parola chiave, vedrà la slave mettersi nella posizione già insegnatale e dedicargli tutta la sua attenzione, prestandosi ad istruirla.

Pose punitive

Le pose punitive sono pose dolorose da mantenere per lunghi intervalli di tempo: alcuni Master le utilizzano per punire o per addestrare in modo più severo la propria slave, assicurandosi che la concentrazione di quest’ultima ricada solamente sugli ordini che seguiranno.

Ci sono anche pose che possono essere usate solamente come parte di una scenario, come ad esempio farle assumere la posa di un animale, e lei, durante tale posa, dovrà anche comportarsi come l’animale in questione (petplay).

Quando ad una schiava viene ordinato di assumere una posizione, deve farlo in modo rapido ed aggraziato, senza mai discuterne il motivo, aggiungendo anche una risposta verbale come ad esempio “Sì Padrone/Master/ecc”, subito dopo l’impartizione dell’ordine di posa.

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