Bridgerton: di cosa parla il libro con protagonista Eloise
Se ti stai chiedendo di cosa parla A Sir Phillip, con amore, il quinto romanzo della saga di Bridgerton scritto da Julia Quinn, preparati a una storia molto diversa rispetto agli altri capitoli. Qui non trovi il classico intreccio fatto di balli, scandali mondani e tensioni romantiche costruite nella società londinese: il cuore del romanzo è molto più intimo, domestico e, per certi versi, anche più duro. La protagonista è Eloise Bridgerton, da sempre una delle figure più anticonvenzionali della famiglia, e la sua storia è un percorso di crescita che passa attraverso scelte impulsive, illusioni infrante e una costruzione lenta e imperfetta dell’amore.

Poiché toccherà aspettare ancora qualche annetto per vederlo sul piccolo schermo, ho deciso d fare una seconda lettura di una delle storie che più mi piacciono in Bridgerton e di far sapere anche a voi di cosa parla.
Partiamo dalle basi: Bridgerton è una serie tv approdata su Netflix il 25 dicembre 2020 ed è sin da subito stata al centro dell’attenzione, non solo per la sua trama e per la sua somiglianza con Gossip Girl (anche se i romanzi da cui è ispirata sono precedenti a Gossip Girl, per cui forse è quest’ultima a essersi ispirata a Bridgerton) che è una delle serie più iconiche e che ci ha accompagnato per tanti anni, ma anche perché è stata prodotta dalla mamma di Grey’s Anatomy, ancora oggi una delle serie più popolari e seguite, Shonda Rhimes.
La serie è basata sui romanzi di Julia Quinn, la prima stagione dal libro The Duke and I: tuttavia, la serie alleggerisce diversi contenuti e si prende le sue dovute modifiche, tanto da rivelare qualcosa di molto importante come la vera identità di Lady Whistledown alla fine della prima stagione, sebbene nei romanzi venga portato a galla solo dopo quattro libri. Ogni stagione è incentrata su un personaggio: la prima su Daphne, la seconda su Anthony (dal libro Il visconte che mi amava), la terza su Colin (dal libro Un uomo da conquistare) e la quarta su Benedict (dal libro La proposta di un gentiluomo). Non segue quindi l’ordine originale dei libri, che, dopo Daphne, sono pubblicati in ordine alfabetico.
Anche per quanto riguarda la storia di Eloise, come per quella di Benedict (guarda caso, le mie preferite), si è deciso di rimandare. La prossima stagione dei Bridgerton che vedremo non sarà infatti incentrata sulla figlia il cui nome inizia con la E, bensì con quella di Francesca, e non ha poche lamentele (principalmente per il gender swap del personaggio di cui si innamora, ma questo è argomento per un altro articolo).
Se volete leggere i libri di Bridgerton, potete facilmente trovarli su Amazon:
- Il Duca e Io (Daphne)
- Il Visconte che mi amava (Anthony)
- La Proposta di un Gentiluomo (Benedict)
- Un uomo da conquistare (Colin)
- A Sir Phillip, con amore (Eloise)
- Amare un libertino (Francesca)
- Tutto in un bacio (Hyacint)
- Il vero amore esiste (Gregory)
Di cosa parla il quinto libro di Bridgerton, “A Sir Phillip, con amore”
Ovviamente, da questo momento in poi, troverete spoiler sulla stagione di Eloise e sul libro “A Sir Phillip, con amore“
All’inizio del romanzo Eloise è una donna che, per gli standard dell’epoca, si trova in una posizione scomoda: ha ventotto anni, non è sposata e non sembra particolarmente interessata a esserlo (un po’ come nella serie). A differenza delle sue sorelle, non sogna una vita fatta di marito e figli, e questo la rende un personaggio profondamente diverso dalle classiche eroine del romance storico. Tuttavia, la sua sicurezza comincia a incrinarsi quando la sua migliore amica si sposa, lasciandola sola in un mondo che sembra andare avanti senza di lei. È in questo momento di vulnerabilità che entra in scena Sir Phillip Crane, un vedovo che Eloise conosce solo indirettamente.
Il loro rapporto nasce in modo del tutto inusuale, attraverso uno scambio di lettere per un anno (quella che oggi chiameremmo relazione a distanza). Quella che inizia come una corrispondenza formale si trasforma progressivamente in qualcosa di più profondo: nelle lettere, Phillip si mostra più aperto, quasi gentile, e soprattutto disperatamente solo. Eloise, che ha sempre fatto dell’intelligenza e dell’ironia le sue armi principali, trova in questo dialogo epistolare uno spazio in cui essere davvero se stessa. È importante sottolineare come questa parte del romanzo costruisca un’illusione: Eloise si innamora, o meglio, si convince di poter amare un uomo che in realtà conosce solo attraverso le parole.
La svolta arriva quando Phillip, spinto dalla necessità più che dal romanticismo, le propone matrimonio. Non si tratta di una dichiarazione appassionata, ma di una richiesta pragmatica: ha bisogno di una moglie che possa occuparsi della casa e dei suoi due figli. Eloise, invece di rifiutare o riflettere a lungo, compie uno dei gesti più impulsivi dell’intera saga: scappa di casa senza dire nulla alla famiglia (solo un bigliettino che va disperso) e si reca da lui per incontrarlo di persona. Questo momento segna una rottura netta con tutto ciò che ci si aspetta da una giovane donna dell’epoca e rappresenta uno dei passaggi più significativi del romanzo.
L’incontro con Phillip segna anche la fine delle illusioni. L’uomo che Eloise Bridgerton si trova davanti è ben diverso da quello delle lettere: è impacciato, chiuso, incapace di comunicare e profondamente segnato dal proprio passato. Non c’è nulla di romantico nel loro primo confronto, e la situazione si complica ulteriormente quando Eloise scopre che Phillip ha due figli, Oliver e Amanda, che non aveva mai menzionato in modo chiaro. I bambini sono tutt’altro che facili: ribelli, arrabbiati e pronti a mettere alla prova chiunque entri nella loro vita, vedono in Eloise un’intrusa e fanno di tutto per allontanarla.

A questo punto il romanzo abbandona definitivamente le dinamiche tipiche del corteggiamento per concentrarsi su qualcosa di più complesso: la costruzione di una famiglia. Eloise si trova improvvisamente a dover gestire una casa, due bambini difficili e un uomo che non sembra capace di offrirle il tipo di relazione che aveva immaginato. Quando i fratelli Bridgerton scoprono la sua fuga, la situazione precipita e il matrimonio diventa inevitabile, più per salvare la reputazione che per una reale scelta condivisa. Questo passaggio è fondamentale perché segna l’inizio di un’unione che nasce senza basi solide, fondata più sulla necessità che sul sentimento.
Dopo il matrimonio, emergono con forza tutti i limiti del rapporto tra Eloise e Phillip (nonostante la grande passione sotto le lenzuola). Lui è distante, spesso assente, completamente assorbito dal proprio lavoro di botanico, mentre lei si sente sempre più relegata a un ruolo funzionale: governare la casa, crescere i figli, soddisfare le aspettative del marito. È qui che il romanzo si fa più intenso e, per molti lettori, anche più problematico, perché mette in scena una relazione tutt’altro che equilibrata. Eloise, che nei libri precedenti appariva indipendente e brillante, si trova a confrontarsi con una realtà che rischia di soffocarla.
Il comportamento di Phillip trova una spiegazione nel suo passato, che viene rivelato gradualmente. La sua infanzia è stata segnata da un padre violento e da un clima familiare opprimente, elementi che lo hanno reso incapace di esprimere affetto in modo sano. Anche il suo primo matrimonio è stato infelice: la moglie, profondamente depressa, non ha mai instaurato un vero legame con lui e alla fine si è tolta la vita. Questo evento traumatico ha lasciato Phillip emotivamente bloccato, incapace di affrontare il dolore e di costruire relazioni autentiche. Sebbene queste informazioni aiutino a comprendere il personaggio, non giustificano completamente il modo in cui tratta Eloise, e questo contribuisce alla complessità del romanzo.
La trasformazione avviene lentamente e passa soprattutto attraverso il rapporto con i figli. Quando Phillip si rende conto che i bambini stanno soffrendo e che la situazione in casa è degenerata, è costretto a confrontarsi con le proprie responsabilità. Questo momento rappresenta una svolta non solo per lui, ma per l’intera famiglia: per la prima volta, Phillip cerca davvero di essere un padre presente e un marito più consapevole. Eloise, dal canto suo, dimostra una forza notevole, riuscendo a creare un legame autentico con i bambini e a dare stabilità a un ambiente inizialmente caotico.

Il finale del romanzo non è una classica favola romantica, ma una sorta di compromesso realistico. Eloise e Phillip imparano a conoscersi davvero, a comunicare e a costruire qualcosa che, pur non essendo perfetto, è sincero. Il loro amore non nasce da un colpo di fulmine né da una passione travolgente, ma da un processo graduale fatto di errori, incomprensioni e tentativi di migliorarsi.
Proprio per questo, A Sir Phillip, con amore è spesso considerato uno dei libri più particolari e discussi della serie (e, ripeto, uno dei miei preferiti). Si allontana dal tono leggero e brillante degli altri romanzi per affrontare temi più maturi come il trauma, la depressione, la solitudine e la difficoltà di costruire relazioni sane. È una storia che divide i lettori: alcuni la apprezzano per la sua profondità e il suo realismo, altri la criticano per il modo in cui rappresenta il rapporto tra i protagonisti.
In ogni caso, resta un capitolo fondamentale della saga, perché mostra un lato diverso dell’universo dei Bridgerton e offre una prospettiva meno idealizzata sull’amore. La storia di Eloise Bridgerton dimostra che non tutte le relazioni nascono perfette e che, a volte, amare qualcuno significa anche affrontare le proprie fragilità e scegliere di crescere insieme, giorno dopo giorno.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






