Morto Carlo Monguzzi: addio allo storico ambientalista e protagonista della politica milanese
Oggi, 13 aprile 2026, è morto Carlo Monguzzi, storico esponente dell’ambientalismo italiano e consigliere comunale di Europa Verde a Milano. Aveva 74 anni ed era da tempo malato. Consigliere comunale di Europa Verde e figura storica dell’ecologismo, Monguzzi è stato per oltre quarant’anni un punto di riferimento nelle battaglie per la tutela dell’ambiente, distinguendosi per il suo impegno costante, la sua coerenza e la capacità di portare temi cruciali al centro del dibattito pubblico.
Negli ultimi mesi, Monguzzi aveva reso noto di essere affetto da una malattia incurabile, affrontata con la discrezione e la determinazione che hanno sempre caratterizzato la sua vita pubblica. La notizia della sua morte ha rapidamente fatto il giro della città e del Paese, suscitando numerosi messaggi di cordoglio da parte di esponenti politici, associazioni ambientaliste e cittadini. Milano perde così una voce storica, spesso controcorrente ma sempre profondamente radicata nei valori della sostenibilità e della giustizia ambientale.
Una carriera tra istituzioni e attivismo ambientale
Carlo Monguzzi è stato uno dei pionieri dell’ambientalismo italiano. Laureato in ingegneria chimica e insegnante di matematica, ha scelto sin dagli anni ’80 di dedicare la propria vita alla difesa dell’ambiente. È stato tra i fondatori di Legambiente e uno dei primi promotori dei Verdi in Italia, contribuendo a costruire una cultura ecologista quando questi temi erano ancora marginali nel panorama politico nazionale.
La sua carriera istituzionale si è sviluppata principalmente tra Milano e la Lombardia. Negli anni ’90 ha ricoperto il ruolo di assessore regionale all’Ambiente, lasciando un segno concreto grazie all’introduzione della prima normativa sulla raccolta differenziata e alla promozione di politiche innovative per il miglioramento della qualità dell’aria. Il cosiddetto “Piano Aria” è stato uno dei primi tentativi strutturati di affrontare il problema dello smog in una delle aree più industrializzate d’Italia.

Negli anni successivi, Monguzzi ha continuato a essere una presenza attiva nella politica locale, fino alla sua elezione in Consiglio comunale a Milano, dove ha rappresentato Europa Verde. In questa veste ha portato avanti numerose battaglie ambientali, spesso assumendo posizioni critiche anche nei confronti della maggioranza di centrosinistra, dimostrando una forte indipendenza di pensiero.
Il suo stile diretto, a tratti polemico, lo ha reso una figura divisiva, ma anche rispettata. Monguzzi non ha mai rinunciato a esprimere le proprie opinioni, anche quando queste risultavano impopolari o scomode. Questa autenticità è stata una delle caratteristiche che lo hanno reso riconoscibile e apprezzato da molti cittadini.
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Le battaglie simbolo e l’eredità di Carlo Monguzzi
Tra le battaglie più emblematiche portate avanti da Carlo Monguzzi vi sono quelle contro l’inquinamento atmosferico, la cementificazione e la gestione non sostenibile del territorio urbano. Milano, città spesso alle prese con livelli elevati di smog, è stata il principale teatro del suo impegno politico. Negli ultimi anni, Monguzzi si era esposto con forza contro alcuni progetti urbanistici considerati impattanti, tra cui la trasformazione dello stadio di San Siro. La sua opposizione non era solo politica, ma anche simbolica: difendere spazi e infrastrutture esistenti significava, per lui, contrastare una logica di consumo eccessivo del suolo e promuovere modelli di sviluppo più sostenibili.
Un altro ambito in cui Monguzzi ha lasciato un segno tangibile è quello della gestione dei rifiuti. Le sue iniziative per incentivare la raccolta differenziata e ridurre la produzione di rifiuti hanno contribuito a cambiare l’approccio delle amministrazioni locali, anticipando pratiche oggi diffuse in molte città italiane.
Oltre alle politiche ambientali, Monguzzi ha sempre mostrato attenzione anche per i temi sociali, sostenendo una visione integrata della sostenibilità che includesse qualità della vita, equità e partecipazione civica. Il suo impegno non si è limitato alle istituzioni, ma si è esteso anche al mondo dell’associazionismo e dell’attivismo, dove ha continuato a essere un punto di riferimento per nuove generazioni di ambientalisti.
La sua eredità politica è importante e complessa. Da un lato, lascia in eredità risultati concreti, come normative e politiche che hanno contribuito a migliorare la gestione ambientale. Dall’altro, lascia un esempio di impegno civile e coerenza, in un’epoca in cui la politica è spesso percepita come distante dai cittadini.

La morte di Carlo Monguzzi segna la fine di una stagione, ma anche l’inizio di una riflessione sul futuro dell’ambientalismo in Italia. In un contesto globale sempre più segnato dalla crisi climatica, il suo lavoro appare oggi più attuale che mai. Le sfide che ha affrontato continuano a essere centrali, e il suo esempio potrebbe rappresentare un punto di partenza per chi intende proseguire sulla strada della sostenibilità.
Milano, e non solo, dovrà ora fare i conti con l’assenza di una figura capace di tenere alta l’attenzione su temi fondamentali. Ma il contributo di Monguzzi resterà vivo nelle politiche adottate, nelle battaglie portate avanti e nella memoria collettiva di una città che, grazie anche a lui, ha iniziato a guardare all’ambiente come a una priorità imprescindibile.
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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty


