FLASH NEWS

Elle conquista Prime Video: il prequel de La rivincita delle bionde è molto più riuscito di quanto ci aspettassimo

Condividi

Quando Prime Video ha annunciato Elle, il prequel di La rivincita delle bionde, devo ammettere di aver avuto parecchi dubbi. Hollywood ci ha ormai abituati a remake, reboot e prequel che spesso sembrano nascere più dalla nostalgia che da una reale necessità narrativa. Toccare poi un film diventato un piccolo cult come Legally Blonde era una scommessa ancora più rischiosa. Il personaggio di Elle Woods è uno di quelli che sembrano appartenere per sempre all’attrice che l’ha interpretato: Reese Witherspoon è riuscita a trasformare quella ragazza apparentemente frivola in un’icona femminista capace di rompere stereotipi ancora oggi molto diffusi.

Leggi anche: La nostalgia degli anni 2000 è diventata una trappola?

Per questo motivo temevo che la nuova serie fosse semplicemente un’operazione commerciale, costruita per sfruttare un marchio famoso senza aggiungere davvero qualcosa di nuovo. Dopo aver visto tutti gli episodi, però, posso dire di essermi piacevolmente ricreduta. Elle non è perfetta e probabilmente non raggiunge mai il livello iconico del film originale, ma riesce comunque a raccontare una storia divertente, ben scritta e, soprattutto, capace di ricordare perché questo personaggio continua a essere così amato anche dopo oltre venticinque anni.

La mia onesta opinione su Elle

Una protagonista che convince fin dal primo episodio

La sfida più difficile era sicuramente trovare un’attrice che potesse raccogliere l’eredità di Reese Witherspoon senza trasformarsi in una semplice imitazione. È proprio qui che la serie sorprende maggiormente.

Lexi Minetree interpreta una Elle Woods più giovane ma incredibilmente credibile. Non cerca mai di copiare in maniera forzata la protagonista del film, pur riprendendone alcuni tratti caratteristici. Mantiene l’energia contagiosa, l’ottimismo quasi inesauribile, l’amore per il rosa e per la moda, ma riesce anche a costruire un personaggio con una propria identità.

È facile capire perché la produzione abbia scelto proprio lei. Guardandola sullo schermo si riconosce immediatamente quella dolcezza e quella determinazione che hanno reso celebre il personaggio originale. La sua interpretazione è probabilmente il motivo principale per cui la serie riesce a funzionare.

Prime-Video_Elle.jpg-1024x576 Elle conquista Prime Video: il prequel de La rivincita delle bionde è molto più riuscito di quanto ci aspettassimo

Una storia diversa dal film, ma con lo stesso cuore

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più riguarda l’ambientazione. Invece di limitarsi a raccontare l’adolescenza di Elle nella stessa Beverly Hills vista nel film, gli sceneggiatori decidono di cambiare completamente scenario.

A causa di alcuni problemi professionali del padre, la famiglia Woods è costretta a trasferirsi da Los Angeles a Seattle. Questo cambiamento geografico diventa anche un cambiamento culturale. Se la California rappresentava il mondo delle boutique, del sole e del lusso, Seattle è invece la capitale della cultura grunge degli anni Novanta.

Il contrasto è evidente fin dal primo episodio. Elle arriva in una scuola dove quasi tutti indossano camicie di flanella, ascoltano Nirvana e guardano con sospetto quella ragazza sempre vestita di rosa, con le borse firmate e il sorriso stampato sul volto.

È uno scontro che ricorda quello vissuto nel film originale tra Elle e gli studenti della Harvard Law School, ma qui assume una forma diversa e forse persino più interessante.

Il messaggio è ancora attuale

La critica americana ha fatto notare come Elle riprenda molti dei temi già affrontati da La rivincita delle bionde. È una critica comprensibile, ma secondo me solo fino a un certo punto.

Il messaggio centrale della storia è che non bisogna giudicare una persona dal suo aspetto. Può sembrare banale, ma basta guardarsi intorno per capire quanto sia ancora necessario ribadirlo.

Anche oggi, nel 2026, una ragazza che ama vestirsi in modo elegante, truccarsi, seguire la moda o mostrare apertamente la propria femminilità viene spesso considerata meno competente, meno intelligente o meno autorevole. È uno stereotipo che continua a esistere, magari in forme più sottili rispetto agli anni Duemila, ma non per questo meno presente.

2ce695ac967ab3b7ca59abb6db4b757b1f1d3c9e2fd5113ff4acd100569c13ae Elle conquista Prime Video: il prequel de La rivincita delle bionde è molto più riuscito di quanto ci aspettassimo

Elle Woods combatte proprio contro questo pregiudizio. Non rinuncia mai a essere sé stessa pur dimostrando continuamente di essere brillante, determinata e capace di risolvere problemi che gli altri non riescono nemmeno a vedere.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui il personaggio continua a funzionare anche oggi.

Gli anni Novanta sono ricostruiti molto bene

Essendo ambientata nel 1995, la serie gioca inevitabilmente anche sull’effetto nostalgia. Fortunatamente lo fa senza esagerare.

La colonna sonora è ricca di brani dell’epoca, gli abiti sono coerenti con il periodo storico e persino le differenze culturali tra Los Angeles e Seattle diventano parte integrante della narrazione.

Chi ha vissuto quegli anni ritroverà moltissimi riferimenti alla cultura pop del periodo, mentre i più giovani scopriranno un’epoca molto diversa da quella attuale, priva di smartphone e social network.

L’ambientazione non è soltanto una cornice estetica, ma contribuisce realmente alla crescita della protagonista.

La parte investigativa è una delle migliori

Con il passare degli episodi, la serie abbandona progressivamente la classica struttura della commedia adolescenziale.

Elle si ritrova infatti coinvolta in una vicenda che riguarda alcuni fondi scolastici scomparsi e decide di indagare per aiutare una delle poche persone che l’ha accolta senza pregiudizi.

È probabilmente la parte migliore della stagione, perché permette alla protagonista di mostrare le qualità che, qualche anno più tardi, la porteranno a diventare una delle avvocate più brillanti della sua generazione.

Le sue intuizioni, la capacità di osservare dettagli che sfuggono agli altri e la determinazione nel cercare la verità ricordano molto la Elle del film originale.

In quei momenti la serie smette definitivamente di essere soltanto un racconto adolescenziale e acquista una personalità tutta sua.

Non tutto funziona allo stesso modo

Naturalmente qualche limite esiste.

Le dinamiche familiari risultano meno coinvolgenti rispetto a quelle scolastiche. I genitori di Elle non vengono approfonditi quanto avrebbero meritato e alcune sottotrame sembrano quasi inserite per obbligo.

Anche la componente romantica convince solo a tratti. Non è mai davvero il centro della storia e probabilmente non lascia un ricordo particolare una volta terminata la visione.

ELLE_S1_UT_250428_BROJES_00438RC_3000 Elle conquista Prime Video: il prequel de La rivincita delle bionde è molto più riuscito di quanto ci aspettassimo

Inoltre la serie sembra avere un po’ paura di allontanarsi troppo dal film originale. Le citazioni sono numerose, i titoli degli episodi richiamano battute celebri e in alcuni momenti si percepisce quasi la volontà di rassicurare continuamente i fan.

Forse avrebbe potuto osare qualcosa in più.

Un prequel che ha senso di esistere

Negli ultimi anni abbiamo visto nascere moltissimi prequel che sembravano raccontare vicende di cui nessuno sentiva realmente il bisogno.

Elle, invece, riesce a giustificare la propria esistenza perché approfondisce un personaggio già molto amato senza tradirne l’essenza.

Non cerca di riscrivere completamente ciò che conoscevamo, ma aggiunge alcuni tasselli interessanti alla sua formazione personale. È vero che alcune dinamiche ricordano inevitabilmente quelle del film, ma il contesto è sufficientemente diverso da rendere la visione piacevole anche per chi conosce già la storia.

Vale davvero la pena guardarla?

La mia risposta è sì.

Non credo che Elle diventerà un fenomeno culturale come lo è stato La rivincita delle bionde, ma penso che rappresenti uno dei prequel più riusciti degli ultimi anni.

È una serie leggera ma mai superficiale, divertente senza essere banale e capace di trasmettere un messaggio ancora oggi importante. Soprattutto, dimostra che si può essere femminili, amare la moda e il colore rosa senza rinunciare alla propria intelligenza o alle proprie ambizioni.

Personalmente è stata una delle sorprese più piacevoli di questa estate. Avevo iniziato la visione con aspettative piuttosto basse e l’ho conclusa con la voglia di vedere una seconda stagione. Se amate La rivincita delle bionde, ma anche se non avete mai visto il film originale, credo che Elle meriti assolutamente una possibilità. Non rivoluziona il genere, ma riesce in qualcosa di molto più difficile: riportare in vita un personaggio iconico senza snaturarlo, ricordandoci ancora una volta perché Elle Woods continua a essere un modello di determinazione, ottimismo e fiducia in sé stessa.

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

Ti potrebbe interessare