Reazione a Catena, Marco Burato dei Tre di Denari: “Dopo la vittoria ci licenziarono, ma quei 420 mila euro mi hanno cambiato la vita”
Per milioni di telespettatori sono stati uno dei gruppi più iconici della storia di Reazione a Catena. I Tre di Denari, composti da Marco Burato, Francesco Nonnis e Michael Di Liberto, conquistarono il pubblico nell’estate del 2015 grazie a una straordinaria permanenza nel quiz di Rai 1: ben 35 puntate consecutive e una vincita complessiva di circa 420 mila euro. A distanza di dieci anni, il trio è tornato protagonista nel torneo dei campioni e Marco Burato ha colto l’occasione per ripercorrere una delle esperienze televisive più significative della sua vita, tra successi, difficoltà e conseguenze inaspettate.

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ToggleIl ritorno a Reazione a Catena e il ricordo dei conduttori
Intervistato da Fanpage, Burato ha raccontato l’emozione di essere tornato nello studio che lo ha reso famoso insieme ai suoi compagni di squadra. Un’esperienza che gli ha permesso anche di fare un confronto tra i diversi conduttori che negli anni si sono alternati alla guida del programma.
Il ricordo più affettuoso è riservato ad Amadeus, con il quale il gruppo condivise l’intera avventura televisiva. «Con Amadeus abbiamo fatto 35 puntate più un serale. Ci siamo affezionati a lui perché abbiamo trascorso tanto tempo insieme», ha spiegato Burato. Parole che testimoniano il legame nato durante settimane di registrazioni e successi.

Diverso, ma comunque positivo, il giudizio sugli altri volti del quiz. Marco Liorni viene descritto come un conduttore più pacato e misurato, mentre Pino Insegno viene apprezzato per la sua capacità di coinvolgere i concorrenti attraverso battute e momenti di intrattenimento. Secondo Burato, giocare con Insegno significa sentirsi costantemente parte dello spettacolo, grazie a un’interazione continua che rende l’esperienza particolarmente piacevole.
Il licenziamento dopo il successo televisivo
Se la partecipazione a Reazione a Catena ha regalato notorietà e soddisfazioni economiche, non sono mancati gli aspetti negativi. Uno dei momenti più difficili arrivò infatti nel 2017, quando Burato e i suoi compagni vennero licenziati dall’azienda per cui lavoravano.
La vicenda fece molto discutere all’epoca e tornò sulle cronache nazionali, trasformandosi in un caso mediatico. Ancora oggi Burato ricorda quel periodo come particolarmente complicato, soprattutto per le conseguenze che ebbe sulla ricerca di una nuova occupazione.
«All’inizio non è stato facile perché la notizia del licenziamento era finita ovunque, persino in televisione», ha raccontato. Molti potenziali datori di lavoro conoscevano già la storia e, secondo Burato, avevano sviluppato un pregiudizio nei confronti del trio. Alcuni ritenevano che i concorrenti avessero privilegiato la carriera televisiva rispetto al lavoro, una convinzione che lui continua a considerare ingiusta e lontana dalla realtà dei fatti.
Durante diversi colloqui si sentì dire che il suo profilo era interessante, ma che l’azienda non si sentiva di procedere con l’assunzione. Un atteggiamento che lo colpì profondamente, anche perché né lui né i suoi compagni si aspettavano di essere licenziati né tantomeno di dover affrontare un simile stigma professionale.
Una nuova vita professionale dopo le difficoltà
Fortunatamente la situazione è cambiata nel corso degli anni. Oggi Marco Burato lavora da quasi otto anni in un’azienda specializzata nella produzione di moduli LED e racconta di aver finalmente trovato un ambiente professionale sereno e privo di pregiudizi.
Il suo attuale datore di lavoro, spiega, non ha mai considerato la partecipazione a Reazione a Catena come un elemento negativo. Anzi, quando è arrivata la chiamata per il torneo dei campioni, il capo gli ha semplicemente augurato buona fortuna, dimostrando grande fiducia e rispetto per il suo percorso.
Una situazione molto diversa rispetto a quella vissuta immediatamente dopo il licenziamento e che gli ha consentito di costruire una stabilità professionale lontano dai riflettori televisivi.

Che fine hanno fatto i 420 mila euro vinti
Tra i ricordi più importanti legati al quiz c’è naturalmente la consistente vincita ottenuta dal gruppo. Una cifra che, pur non essendo sufficiente per smettere di lavorare, ha avuto un impatto concreto sulla vita dei tre concorrenti.
Burato ha spiegato che quei soldi gli hanno permesso innanzitutto di acquistare un’automobile e, soprattutto, una casa. Un traguardo particolarmente significativo considerando il costo degli immobili in una città come Milano.
«Non è una cifra che ti cambia la vita, ma è comunque importante», ha dichiarato. Per lui l’acquisto della casa rappresenta probabilmente il risultato più concreto di quell’avventura televisiva, un obiettivo che sarebbe stato molto più difficile raggiungere senza il premio conquistato nel programma.
Dal quiz all’amore: il matrimonio con un’ex concorrente
La storia di Marco Burato e Reazione a Catena non si è conclusa con la fine delle puntate. Il programma gli ha infatti regalato anche un importante incontro personale.
Nel 2023 ha sposato Rachele Setola, ex concorrente del quiz e componente della squadra delle Regine di Cuori. Una relazione nata lontano dalle telecamere e consolidata nel tempo, fino alla decisione di convolare a nozze.
Lo stesso Burato ha raccontato che il matrimonio non ha stravolto la loro quotidianità, dal momento che la coppia conviveva già da diversi anni. Tuttavia rappresenta un ulteriore tassello di una vicenda che dimostra come Reazione a Catena abbia lasciato un segno profondo nella sua vita, non soltanto dal punto di vista economico e professionale, ma anche sotto il profilo umano e sentimentale.
A dieci anni dalla storica partecipazione, i Tre di Denari restano una delle squadre più amate nella storia del programma. E il ritorno nel torneo dei campioni ha riportato alla luce una storia fatta di successi televisivi, ostacoli inattesi e nuove opportunità, dimostrando che, a volte, un quiz può davvero cambiare il corso di una vita.
I tre di denari con le nuove regole che contemplano anche i sinonimi e il bonus zot ne fanno 50 di parole, urge torneo dei campioni per ristabilire le gerarchie https://t.co/JewAqnnSpP
— mrsknightley 🌸 (@book_lovher) December 28, 2023
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






