Euphoria 3×05 recensione: quando è diventato il Cassie show?

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ATTENZIONE: IN QUESTO ARTICOLO SONO PRESENTI SPOILER DEL QUINTO EPISODIO DELLA TERZA STAGIONE DI EUPHORIA, NON LEGGERE SE ANCORA NON HAI VISTO L’EPISODIO.

Il quinto episodio della terza stagione di Euphoria conferma una sensazione che molti spettatori stanno avendo ormai da settimane: la serie sembra completamente diversa rispetto a quella che conoscevamo. Non solo per il salto temporale e per l’evoluzione dei personaggi, ma soprattutto perché il centro emotivo della storia sembra essersi lentamente spostato da Rue a Cassie. E “This Little Piggy”, probabilmente l’episodio più assurdo e disturbante della stagione finora (sbaglio o lo scrivo a ogni episodio?), rende questa trasformazione ancora più evidente. 

Per gran parte dell’episodio, infatti, la sensazione è quasi quella di guardare uno spin-off dedicato a Cassie Howard. Sydney Sweeney continua a essere il vero motore narrativo della stagione: tra social, fama improvvisa, relazioni tossiche e dinamiche sempre più surreali, il personaggio occupa ormai una quantità enorme di spazio rispetto agli altri protagonisti storici. Rue resta teoricamente il cuore di Euphoria, ma la serie sembra aver deciso di raccontarla più come una presenza tragica e in declino che come la vera protagonista centrale.

Ed è probabilmente proprio questo il punto più interessante e divisivo di questa stagione: Euphoria non sta più raccontando l’adolescenza caotica delle prime stagioni, ma una sorta di lenta decomposizione emotiva dei suoi personaggi.

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Cosa è successo nel quinto episodio di Euphoria

Nate Jacobs non è più il Nate Jacobs che conoscevamo

Come abbiamo scritto nella recensione del quarto episodio, uno degli elementi più strani della stagione continua a essere Nate. Jacob Elordi interpreta ormai un personaggio quasi irriconoscibile rispetto al manipolatore violento e terrificante delle prime due stagioni. Il Nate della terza stagione appare spento, quasi passivo, spesso incapace di controllare davvero ciò che accade intorno a lui.

Nelle stagioni precedenti Nate era costruito come una presenza costante di tensione: bastava una scena per capire che qualcosa di terribile sarebbe potuto succedere. Adesso, invece, sembra quasi schiacciato dagli eventi, dalla relazione con Cassie e dalla propria incapacità di gestire il caos che lui stesso ha contribuito a creare. Anche online molti fan stanno discutendo di quanto il personaggio sembri completamente diverso rispetto al passato. 

Il problema è che Euphoria non chiarisce mai davvero se questo cambiamento sia intenzionale o semplicemente una conseguenza della nuova direzione narrativa della serie. Nate non fa più paura come prima, non domina più le scene e spesso sembra quasi un personaggio secondario dentro la storyline di Cassie. E questo cambia completamente gli equilibri della serie.

Cassie è diventata il centro di tutto

Se c’è un personaggio che Sam Levinson sembra voler trasformare nella vera protagonista della stagione, quello è Cassie. Nel quinto episodio la vediamo ormai completamente immersa nel proprio personaggio pubblico: follower, contenuti online, fama improvvisa e uomini che la trasformano continuamente in un oggetto da desiderare e consumare. E a lei va benissimo così.

La storyline diventa volutamente esagerata, quasi grottesca (da lei che fa ASMR arotico a lei gigante che schiaccia il seno contro una finestra), e proprio per questo divide tantissimo il pubblico. Non sono pochi gli spettatori che stanno criticando il modo in cui Cassie sembri vivere una specie di fantasia “Wattpad”, fatta di fama istantanea, uomini ricchi ossessionati da lei e successo online improvviso. 

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Ma forse il punto è proprio quello: Cassie continua a cercare disperatamente validazione maschile e attenzione pubblica (forse quello che fa anche l’attrice che la interpreta?), solo che adesso lo fa su scala ancora più grande, con un vero pubblico. Ed Euphoria sembra voler mostrare quanto quella ricerca di approvazione possa diventare autodistruttiva quando viene amplificata dai social e dalla pornografia digitale.

Il risultato, però, è che spesso il resto dei personaggi sparisce completamente dietro di lei. Rue compare molto meno di quanto ci si aspetterebbe da una protagonista, Jules continua ad avere pochissimi minuti di screentime e perfino Lexi sembra ormai relegata sullo sfondo.

Rue è arrivata al punto di non ritorno?

Il finale dell’episodio è probabilmente uno dei momenti più scioccanti mai mostrati da Euphoria. Rue finisce letteralmente sepolta viva fino al collo mentre Alamo si prepara a colpirla con una mazza da polo. La scena si interrompe improvvisamente, lasciando il dubbio più grande della stagione: Rue è morta davvero? 

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La sensazione, guardando l’episodio, è quella di assistere al punto più basso mai raggiunto dal personaggio. Rue non è più soltanto una ragazza dipendente dalle droghe: è diventata una figura completamente distrutta, trascinata dentro un mondo criminale molto più grande di lei e ormai incapace di distinguere davvero la realtà dalla sopravvivenza.

Questa stagione sta mostrando il declino di Rue in modo molto più brutale rispetto al passato. Nelle prime stagioni esisteva ancora una possibilità di redenzione, una speranza, anche minima. Qui invece tutto appare soffocante, inevitabile e tragico. E il fatto che molti fan stiano davvero chiedendosi se la protagonista possa essere morta a metà stagione dice molto sul tono che Euphoria ha deciso di adottare quest’anno.

Maddie ormai è praticamente una “manager” di OnlyFans

Tra le storyline più assurde della stagione c’è sicuramente quella di Maddie. Alexa Demie resta magnetica sullo schermo, ma il suo personaggio è stato trascinato in una direzione completamente folle: ormai sembra diventata una vera e propria manager del caos digitale di Cassie, quasi una “pappona” dell’universo OnlyFans della sua ex migliore amica.

Ed è forse una delle trasformazioni più amare della stagione, perché Maddie era uno dei personaggi più interessanti e complessi della serie. Adesso gran parte della sua storyline ruota attorno alla gestione dell’immagine online di Cassie, ai follower e ai soldi generati dal desiderio maschile.

Allo stesso tempo, però, Maddie è una delle poche parti davvero divertenti e imprevedibili della stagione (vogliamo parlare di lei e Rosalia?). La sua storyline con Magick e il mondo criminale è una delle poche davvero interessanti e che forse potrebbero davvero far riprendere questa stagione, sperando che non finisca male anche per il suo personaggio.

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Jules continua a essere incredibilmente assente

E poi c’è Jules, che resta probabilmente il personaggio più sacrificato di tutta la stagione. Hunter Schafer compare pochissimo e la sua trama sembra praticamente bloccata. Anche nel quinto episodio ha giusto qualche scena, senza che la storyline faccia davvero passi avanti.

Ed è un peccato enorme, soprattutto considerando quanto Jules fosse centrale nelle prime stagioni. Il rapporto con Rue, che una volta rappresentava il cuore emotivo della serie, adesso appare quasi svuotato, ridotto a momenti sporadici senza la stessa intensità di prima.

Molti fan online stanno criticando proprio questa scelta narrativa, sostenendo che Euphoria sembri aver perso completamente interesse per Jules come personaggio. 

Questa stagione di Euphoria sembra voler distruggere tutti

La sensazione generale dopo il quinto episodio è che Euphoria non stia più cercando di raccontare personaggi in crescita, ma persone che stanno lentamente implodendo davanti allo spettatore. Tutto è più cinico, più sporco e molto meno romantico rispetto alle prime stagioni.

Sam Levinson continua a costruire immagini bellissime e disturbanti allo stesso tempo, ma sempre più spettatori iniziano a chiedersi se la serie stia davvero andando da qualche parte o se stia semplicemente vivendo di shock continui e storyline sempre più estreme. Eppure, anche nel caos totale, Euphoria continua a essere impossibile da ignorare. Perché anche quando sembra perdere completamente il controllo, riesce comunque a far parlare tutti. 

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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