Come fare nuove amicizie da adulti (e perché è molto più difficile)
Ogni anno, il 30 luglio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Amicizia, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare l’importanza dei legami umani come strumento di dialogo, solidarietà e comprensione reciproca. È un’occasione per dedicare un pensiero alle persone che fanno parte della nostra vita, ma anche per riflettere su quanto sia cambiato il modo di costruire e mantenere le amicizie nel corso degli anni.
Se da bambini fare amicizia sembrava la cosa più naturale del mondo, da adulti la situazione è molto diversa. Gli impegni, il lavoro, i trasferimenti e una quotidianità sempre più frenetica rendono molto più difficile conoscere nuove persone e creare rapporti profondi. Eppure, il desiderio di avere amici con cui condividere esperienze, difficoltà e momenti felici non scompare mai.
Da bambini bastava sedersi accanto a qualcuno a scuola o condividere un gioco al parco per trovare un nuovo amico. Crescendo, però, fare nuove conoscenze diventa sempre più complicato. Il lavoro, gli impegni quotidiani, la famiglia e una vita scandita da ritmi frenetici riducono le occasioni di incontrare persone nuove, mentre le amicizie costruite negli anni tendono spesso a seguire strade diverse.

Eppure il bisogno di avere relazioni autentiche non scompare con l’età. Anzi, secondo numerosi studi, coltivare amicizie solide è fondamentale non solo per il benessere emotivo, ma anche per la salute mentale e persino fisica. La buona notizia è che fare nuove amicizie da adulti è possibile: richiede solo un approccio diverso rispetto a quando eravamo bambini.
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TogglePerché da adulti è più difficile fare amicizia
Uno dei motivi principali è molto semplice: abbiamo meno occasioni spontanee di incontrare persone.
La scuola e l’università sono ambienti in cui si condividono quotidianamente esperienze, emozioni e obiettivi. Nel mondo adulto, invece, gran parte delle giornate si divide tra lavoro, responsabilità e casa. Anche quando si conoscono nuove persone, spesso il tempo per approfondire un rapporto è limitato.
A questo si aggiunge un altro fattore: con gli anni diventiamo più selettivi. Se da bambini si faceva amicizia con chiunque condividesse un banco o una partita a pallone, da adulti tendiamo inconsciamente a valutare compatibilità, interessi, carattere e disponibilità di tempo prima di investire in una nuova relazione.
La paura del rifiuto pesa più che a vent’anni
C’è poi un ostacolo meno evidente, ma molto diffuso: il timore di essere rifiutati.
Proporre un caffè a una persona appena conosciuta o scrivere un messaggio per organizzare un’uscita può sembrare banale, ma molti adulti provano un certo imbarazzo. Si ha paura di risultare invadenti, di essere fraintesi o semplicemente di ricevere un “no”.
È una sensazione normale. Con il tempo accumuliamo esperienze, delusioni e insicurezze che ci rendono più prudenti. Tuttavia, spesso dimentichiamo che anche gli altri potrebbero trovarsi nella stessa situazione e desiderare nuove amicizie senza sapere come fare il primo passo.
Parti da ciò che ti piace davvero
Il modo migliore per conoscere persone è frequentare luoghi in cui si condividono interessi autentici.
Un corso di cucina, una palestra (o un altro sport, io ad esempio ho ripreso nuoto a 27 anni e mi ha permesso di conoscere persone della mia età o anche più grandi), un gruppo di lettura, un’associazione di volontariato, una scuola di lingue o un club sportivo rappresentano occasioni ideali per incontrare persone con cui si ha già qualcosa in comune. Parlare di una passione condivisa rende la conversazione molto più naturale rispetto a un incontro casuale.
Anche gli eventi culturali, i concerti, le attività organizzate nella propria città e i gruppi dedicati agli hobby possono trasformarsi in ottime opportunità per ampliare la propria cerchia sociale.
Non aspettare sempre che siano gli altri a fare il primo passo
Molte amicizie non nascono perché entrambe le persone aspettano che sia l’altra a prendere l’iniziativa.
Dopo una conversazione piacevole, proporre un caffè, uno spritz o una passeggiata non è un gesto fuori luogo. Se il feeling c’è stato, è probabile che anche l’altra persona sia contenta di approfondire la conoscenza e quindi fare amicizia a sua volta.

Naturalmente non tutti i tentativi porteranno a una nuova amicizia, ma questo vale per qualsiasi relazione. Non bisogna viverlo come un fallimento: semplicemente, non tutte le persone sono compatibili o si trovano nello stesso momento della vita.
I social possono aiutare, ma non bastano
Contrariamente a quanto si pensa, i social network non sono necessariamente il nemico delle relazioni.
Esistono gruppi Facebook dedicati alle città, community su Discord, eventi organizzati tramite Meetup e persino applicazioni nate proprio per fare amicizia. Possono rappresentare un buon punto di partenza, soprattutto per chi si è appena trasferito in una nuova città.
La vera differenza, però, la fa il passaggio dal digitale alla vita reale. Un’amicizia difficilmente si costruisce soltanto attraverso messaggi e like: serve condividere esperienze, tempo e momenti vissuti insieme.
Coltivare un’amicizia richiede tempo
Uno degli errori più comuni è aspettarsi che un rapporto diventi profondo nel giro di poche settimane.
Le amicizie hanno bisogno di continuità. Vedersi ogni tanto, scriversi, interessarsi sinceramente all’altra persona e mantenere gli impegni sono piccoli gesti che, con il tempo, costruiscono fiducia.
Secondo alcune ricerche, possono servire anche decine di ore trascorse insieme prima che una conoscenza si trasformi in una vera amicizia. Per questo motivo è importante avere pazienza e non scoraggiarsi se all’inizio il rapporto sembra superficiale.
Cambiare città non significa ricominciare da zero
Trasferirsi per studio o lavoro è una delle situazioni in cui ci si sente più soli, e che ci terrorizzano di più. Per me lo è stato quando sono andata in Erasmus, e anche quando mi sono trasferita a Perugia per la magistrale, nonostante avessi la compagnia del mio fidanzato.
Molti adulti, soprattutto tra i venti e i quarant’anni, si trovano improvvisamente lontani dagli amici di sempre e dalla famiglia. In questi casi è utile evitare di chiudersi in casa aspettando che il tempo risolva tutto da solo.

Esplorare la città, partecipare ad attività locali e accettare qualche invito anche quando si è un po’ stanchi può fare una grande differenza. Le amicizie più importanti spesso nascono proprio quando ci si concede la possibilità di uscire dalla propria zona di comfort.
Non servono tanti amici, ma quelli giusti
Con il passare degli anni cambia anche il significato dell’amicizia.
Non è necessario avere decine di persone con cui uscire ogni weekend. Spesso bastano pochi rapporti autentici, costruiti sulla fiducia reciproca, sul rispetto e sulla possibilità di essere sé stessi senza sentirsi giudicati.
Fare amicizia da adulti richiede forse più impegno rispetto all’infanzia, ma non è affatto impossibile. A volte basta un piccolo passo, una conversazione in più o un invito fatto con spontaneità per incontrare qualcuno destinato a diventare una presenza importante nella nostra vita. Perché, in fondo, non esiste un’età giusta per trovare un nuovo amico.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty





