The Boys 5: Erin Moriarty malattia e riprese in condizioni estreme

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La quinta stagione di The Boys è una delle più attese dagli appassionati della serie Amazon Prime Video, ma dietro le quinte si nasconde una storia ben più complessa e intensa di quanto appaia sullo schermo. Al centro dell’attenzione c’è Erin Moriarty, interprete di Annie January/Starlight, che ha affrontato una difficile battaglia contro una malattia autoimmune proprio durante le riprese. Una situazione che ha inevitabilmente influenzato la produzione e la sua performance, rendendo questa stagione ancora più significativa.

Trovate la nuova stagione di The Boys su Prime Video, a questo link.

Erin Moriarty e la diagnosi: cos’è il morbo di Graves

Nel giugno 2025, Erin Moriarty ha rivelato pubblicamente di essere affetta dal morbo di Graves, una patologia autoimmune che colpisce la tiroide. Questa malattia può provocare sintomi molto variabili, tra cui perdita di peso, battito cardiaco accelerato, ansia, insonnia e forte affaticamento. Come spesso accade con le malattie autoimmuni, i segnali iniziali sono stati sottovalutati. L’attrice stessa ha ammesso di aver attribuito i primi sintomi a semplice stress e stanchezza, ritardando così la diagnosi corretta.

erin-moriarty-the-boys-1024x576 The Boys 5: Erin Moriarty malattia e riprese in condizioni estreme

Questo aspetto è particolarmente rilevante anche dal punto di vista informativo: molte persone tendono a ignorare sintomi simili, rischiando di peggiorare la propria condizione. La testimonianza di Moriarty ha contribuito a sensibilizzare il pubblico su una patologia ancora poco compresa.

Okay, quindi: la quinta stagione, episodio 4 di The Boys è uno degli episodi più importanti che abbia mai girato. Sfortunatamente, quella parte della stagione ha coinciso con il culmine dei miei problemi di salute prima della diagnosi. Vi risparmio la parte più brutta di questa foto, ma non molto tempo dopo questo episodio, ho iniziato a perdere la capacità di camminare. L’intorpidimento ai piedi mi portava a cadere spesso. La notte prima di girare la mia parte di questo episodio, sono caduta e mi sono fatta molto male al ginocchio.

Le difficoltà maggiori sono emerse durante le riprese della stagione finale di The Boys. Secondo quanto riportato, Erin Moriarty ha girato diverse scene mentre la malattia era nel suo momento più acuto, prima ancora di ricevere una diagnosi definitiva. L’attrice ha raccontato di aver vissuto un periodo estremamente complicato, caratterizzato da stanchezza cronica, difficoltà respiratorie e una forte pressione psicologica. In alcuni momenti, ha dichiarato di sentirsi “non presente” sul set, incapace di dare il massimo al proprio personaggio.

La situazione è diventata ancora più critica quando, a causa dei sintomi neurologici legati alla malattia, ha subito anche un infortunio al ginocchio poco prima di girare una scena importante. La perdita di sensibilità ai piedi le ha provocato cadute frequenti, rendendo le riprese ancora più difficili. Questi elementi confermano come la produzione sia stata affrontata in condizioni davvero estreme, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Impatto sulla performance e sul personaggio

Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’impatto della malattia sulla performance di Moriarty. L’attrice ha ammesso che, per gran parte della stagione, non è riuscita a connettersi pienamente con il personaggio di Starlight. Questo dettaglio offre una chiave di lettura diversa anche per gli spettatori: alcune sfumature emotive del personaggio potrebbero riflettere, almeno in parte, la reale condizione dell’attrice durante le riprese. Solo verso gli episodi finali, dopo l’inizio del trattamento, Moriarty ha dichiarato di essersi sentita nuovamente “presente” e più coinvolta nel ruolo.

erin-moriarty_jpg_1280x720_crop_q85 The Boys 5: Erin Moriarty malattia e riprese in condizioni estreme

Paradossalmente, questa difficoltà potrebbe aver aggiunto autenticità alla narrazione, considerando che The Boys è una serie nota per esplorare il lato umano e vulnerabile dei suoi protagonisti. Oltre all’aspetto televisivo, la vicenda ha acceso i riflettori su un tema importante: la scarsa consapevolezza sulle malattie autoimmuni. Moriarty ha più volte sottolineato quanto sia fondamentale ascoltare il proprio corpo e non minimizzare i segnali di malessere.

Il suo messaggio è chiaro: ignorare i sintomi o attribuirli automaticamente allo stress può ritardare diagnosi e trattamenti fondamentali. Dopo l’inizio della terapia, l’attrice ha infatti dichiarato di aver percepito miglioramenti già nelle prime 24 ore, segno di quanto una diagnosi tempestiva possa fare la differenza.

Una stagione finale ancora più intensa

Alla luce di questi eventi, la quinta stagione di The Boys assume un significato ancora più profondo. Non si tratta solo della conclusione di una delle serie più iconiche degli ultimi anni, ma anche del racconto, in parte invisibile, di una battaglia personale affrontata dietro le quinte. Le condizioni estreme in cui Erin Moriarty ha lavorato rendono il suo contributo alla stagione finale ancora più notevole. La sua esperienza aggiunge un livello di autenticità e resilienza che difficilmente passerà inosservato agli spettatori più attenti.

Ho pochissime foto dal dietro le quinte di questa stagione, soprattutto da quando le cose sono peggiorate. Questo non è un post di autocommiserazione. È soprattutto per dire: fanc*lo le malattie autoimmuni. Fanc*lo davvero. Fanc*lo anche l’ignoranza che le circonda. Non posso porre rimedio a quell’ignoranza, ma non parlarne apertamente di tanto in tanto mi sembra sbagliato.

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La storia di Erin Moriarty durante le riprese di The Boys 5 è un esempio concreto di quanto il mondo dello spettacolo possa nascondere sfide personali profonde. Tra malattia, infortuni e pressione lavorativa, l’attrice è riuscita comunque a portare a termine il suo lavoro, contribuendo a una stagione che promette di essere memorabile. Allo stesso tempo, il suo racconto rappresenta un importante invito alla consapevolezza: prendersi cura della propria salute non è mai un dettaglio secondario, nemmeno quando si è sotto i riflettori.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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