Cura della salute mentale e delle dipendenze: solo una piccola percentuale riceve assistenza efficace

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Un recente studio evidenzia una realtà preoccupante: solo una piccola frazione delle persone affette da disturbi di salute mentale o da dipendenze riceve cure efficaci. La ricerca, pubblicata su una rivista scientifica internazionale, mostra che milioni di individui in tutto il mondo non hanno accesso a trattamenti adeguati, nonostante l’aumento della consapevolezza sui problemi di salute mentale.

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Due anni fa l’Italia era ultima per quanto riguarda la salute mentale: «L’Italia è il Paese la cui popolazione è più colpita sul fronte della salute mentale», leggevamo nel report AXA, dove poi era spiegato che solo il 18% del campione dichiara uno stato di pieno benessere (Flourishing), quindi un dato in calo rispetto all’anno precedente, che era al 20%. Al nostro livello c’erano solo i giapponesi, per cui l’Italia aveva guadagnato l’ultimo posto in Europa. Il disturbo mentale più diffuso nel nostro paese sarebbe lo stress, avvertito dal 56% del campione.

Non tutti riescono ad accedere alle cure per la salute mentale

Tuttavia, nonostante la consapevolezza dell’importanza della salute mentale, non tutti riescono a curarsi. Le barriere che impediscono l’accesso a cure efficaci sono molteplici. Tra queste si annoverano la mancanza di risorse economiche, la carenza di professionisti specializzati e lo stigma sociale legato ai disturbi mentali e alle dipendenze. In molti paesi, i servizi a riguardo sono sottodimensionati rispetto alle esigenze della popolazione, lasciando scoperti milioni di pazienti.

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Secondo gli esperti, una delle principali sfide è l’adozione di interventi basati su prove scientifiche. Molti trattamenti disponibili non seguono linee guida cliniche aggiornate, riducendo l’efficacia delle cure. Programmi di formazione continua per i professionisti della salute mentale e una maggiore diffusione delle pratiche basate sull’evidenza potrebbero migliorare significativamente la qualità dell’assistenza. Il Dr. Vigo, autore principale della ricerca, ha affermato: «La comprensione di dove si trovano le strozzature per ciascuno di questi disturbi fornisce un modello unico e precedentemente non disponibile ai decisori per comprendere i problemi in modo obiettivo e cercare di adattare il sistema».

La mancanza di cure adeguate ha un impatto significativo non solo sulla vita degli individui colpiti, ma anche sull’economia e sulla società nel suo complesso. I disturbi mentali e le dipendenze contribuiscono all’aumento dei costi sanitari, alla riduzione della produttività lavorativa e a un maggiore carico per i sistemi di welfare. Investire nella salute mentale non è solo una questione di benessere individuale, ma anche una necessità economica e sociale.

Questo sondaggio ci ha permesso di creare l’unico indicatore di trattamento efficace che esiste per la salute mentale e il consumo di sostanze. Le decisioni politiche e le decisioni di allocazione per il finanziamento dovrebbero essere guidate dai dati, e questo non è sempre stato il caso nel campo della salute mentale e del consumo di sostanze.

Dr. Daniel Vigo, autore principale, professore associato presso il dipartimento di psichiatria e scuola di popolazione e salute pubblica della UBC

Giornata-salute-mentale-1080x675 Cura della salute mentale e delle dipendenze: solo una piccola percentuale riceve assistenza efficace

Per affrontare questa crisi globale, è fondamentale un impegno concertato. «Questo sondaggio ci ha permesso di creare l’unico indicatore di trattamento efficace che esiste per la salute mentale e il consumo di sostanze. Le decisioni politiche e le decisioni di allocazione per il finanziamento dovrebbero essere guidate dai dati, e questo non è sempre stato il caso nel campo della salute mentale e del consumo di sostanze».

L’espansione dei servizi di salute mentale, la riduzione dello stigma e l’implementazione di politiche di supporto efficaci possono fare la differenza. La salute mentale deve essere considerata una priorità, al pari della salute fisica, per garantire un futuro più sano e inclusivo per tutti.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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