Saman Abbas: il funerale sarà a febbraio e sarà organizzato dal fratello

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Da quando è stato ritrovato il corpo di Saman Abbas, le indagini continuano senza sosta e si cerca di far espatriare il padre di lei e soprattutto di ritrovare la madre che è ancora l’unica a essere ancora in fuga. Intanto si comincia a pensare ai funerali della giovane 18enne uccisa dalla sua stessa famiglia in quanto si è opposta al matrimonio combinato che le era stato imposto dai genitori: la sindaca di Novellara, Elena Carletti, vorrebbe organizzarle le esequie e soprattutto darle la cittadinanza italiana (perché a quanto pare la si merita solo da morti), ma sembra che ad avere il diritto di organizzare il funerale spetti al fratello che, nel mese di febbraio, sarà maggiorenne.

La storia di Saman Abbas comincia il 27 ottobre 2020, quando la ragazza si rivolge ai servizi sociali comunali per chiedere aiuto: lei non vuole sposarsi, né con suo cugino, né con nessun altro che le sia imposto dai genitori. Come le sue coetanee, vuole possedere la libertà di scegliere sulla propria vita e sul proprio futuro, e quindi viene accolta a novembre in un centro a Bologna. L’11 aprile, però, ritorna a casa. La sua scomparsa risale proprio alla fine di questo mese, e coincide con il ritorno della famiglia che, senza se e senza ma, mentre la figlia è scomparsa, decide di tornare in Pakistan, loro paese d’origine.

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Sin dal principio gli indagati sono cinque: i genitori, uno zio e due cugini, questi ultimi poiché sono presenti in un video del 29 aprile in cui si vedono tre persone con un secchio, due pale e un piede di porco dirigersi nei campi dietro casa. I genitori e la famiglia ovviamente nega tutto, il padre, Shabbar Abbas, ha riferito a Il Resto del Carlino che la figlia è viva e si trova in Belgio, tuttavia loro non si fanno trovare, né in Pakistan né in Italia. Intanto, oltre a tutti gli affezionati della tragedia, a cercare Saman Abbas c’è il suo fidanzato, il ragazzo scelto da lei e con cui avrebbe voluto scappare.

La ragazza era tornata a casa ad aprile solo per avere nuovamente i suo documenti, ma «al mio arrivo a casa i miei genitori non mi hanno picchiata, ma si sono arrabbiati rimproverandomi di tutto quello che avevo fatto nei mesi scorsi come scappare in Belgio e andare in comunità. Per quanto riguarda i miei documenti, io li ho visti nell’armadio di mio padre, chiusi a chiave», aveva confessato la diciottenne al ragazzo. Saman Abbas aveva già detto al fidanzato di sentirsi in pericolo.

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Durante gli scorsi mesi poi è stato una continua ricerca dei familiari, uno zio fu arrestato in Francia, Danish Hasnain, che secondo il fratello di Saman l’avrebbe uccisa (al contrario, scagiona i genitori). Sempre il fratello minore ha raccontato di come il 30 aprile ci fosse stata una riunione per organizzare l’omicidio di Saman, e sembrerebbe che uno dei presenti avesse detto: «Io faccio piccoli pezzi e se volete la porto anch’io a Guastalla, e la buttiamo là, perché così non va bene». Al momento dei cinque indagati solo la madre risulta ancora irreperibile (il padre è stato arrestato in Pakistan pochi giorni fa), mentre una soffiata ha indicato dove si troverebbero i resti della povera Saman Abbas.

Saman Abbas: si comincia a parlare dei funerali

La sindaca di Novellara, Elena Carletti, ha dichiarato a La Stampa: «Quando avremo la certezza di potercene occupare, le esequie le celebreremo noi». Aggiunge poi di credere che sia un suo e un dovere dei cittadini italiana dare «una degna sepoltura a Saman Abbas, conservarne e curarne per sempre il messaggio di libertà». Ha anche detto che pensa che potrà avere la cittadinanza ancor prima di Natale: «la prossima settimana sarà in commissione consiliare e abbiamo già avuto la disponibilità dalle parti politiche. Dopo fisserò un Consiglio comunale per conferirgliela».

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Saman Abbas e la madre

Per la sindaca questo sarebbe «anche un messaggio alle tante Saman che non conosciamo, ma ci sono. La sua storia ha fatto esplodere la consapevolezza del problema dei matrimoni forzati. Qualcosa di concreto adesso deve nascere». Il problema è che dobbiamo accettare il prossimo non solo quando dimostra di essere in difficoltà o quando è morto, ma bisogna aiutare le donne e gli uomini non italiani anche quando sono in vita e sembrano star bene. La sindaca poi dice che «quando avremo la certezza di potercene occupare, le esequie le celebreremo noi», ma secondo Il Resto del Carlino il diritto è del fratello minore.

Intanto a Quarto Grado è stato ascoltato un fratellastro di Shabbar, Fakhar Zaman, che è anche l’interlocutore della celebre telefonata in cui il padre di Saman Abbas avrebbe ammesso di aver ucciso la figlia per onore: «‘Io vi uccido tutti’, la mia famiglia: ha detto. Le mie figlie, mio figlio, mia madre, tutti. Era arrabbiato con me, arrabbiato con Irfan. Perché lui è pazzo», ha detto. Riguardo Danish, che ha indicato dove si trovasse il cadavere della nipote, l’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato che «non si è accusato proprio di nulla, se non manifestare consapevolezza sul luogo in cui la ragazza era stata sepolta. Presenterà lui la sua versione».

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