Lia Thomas: “le donne trans non sono una minaccia per lo sport femminile”

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Lia Thomas è stata sul nome di diversi politici di destra che ritengono che abbia fatto la transizione solo per poter vincere. Lia, infatti, è una donna trans, che dopo la transizione non ha voluto rinunciare alla sua più grande passione: il nuoto. Tuttavia, la sappiamo la polemica delle donne trans negli sport, e ovviamente lei non è stata esentata dalla cattiveria umana. Tuttavia, a distanza di settimane, ha parlato del suo percorso e di cosa significhi essere una donna trans nello sport.

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Lia Thomas

La situazione delle donne trans che decidono di gareggiare negli sport del sesso in cui si riconoscono, non è così semplice. Tuttavia, non è una scelta che si può fare per ideologia. Sono le stesse competizioni che stabiliscono un regolamento per decidere quando può e quando non può una persona trans competere nel sesso in cui si riconosce. Di recente, abbiamo parlato del Texas, di come le persone LGBT non siano prese in considerazione, ma soprattutto come a soffrire siano le persone transgender.

Ad esempio, c’è una legge in particolare pensata dal governo per umiliare le persone trans, una legge pensata proprio per difendere le donne che sarebbero svantaggiate contro delle persone “biologicamente maschi“. Sapete come sarebbero svantaggiare le donne? Gareggiando con un pancione in seguito a uno stupro. Però l’aborto è illegale e delle donne ve ne frega solo per essere transfobici. In più, oltre al Texas, ricordate il caso di Becky Pepper-Jackson?

Becky è una bambina di 11 anni, transgender da quando aveva 4 anni, quindi conosciuta e accettata da tutti come Becky. Anche in quella situazione, le assurde leggi firmate dal governatore Jim Justice furono contestate dall’amministrazione di Biden, in modo che la bambina potesse gareggiare con le sue amiche e non con i suoi amici. Una situazione oltraggiosa e che in un paese civile non si può accettare, tantomeno nell’Inghilterra di Boris Johnson che si prodiga ad essere lgbt-friendly.

La storia di Lia Thomas

Lia Thomas è invece una donna di 22 anni, che nuotando nuotando per l’Università della Pennsylvania è diventata la prima persona transgender a vincere un campionato nazionale NCAA Division, e ovviamente questo ha fatto discutere in quanto non biologicamente donna. Ma non ha fatto discutere le sue avversarie che si sono complimentate, bensì i politici che si sentono in dovere di “proteggere le donne“. E poi vedi che votano contro l’aborto.

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Lia Thomas

Intervistata da ABC News martedì scorso ha detto che «i cambiamenti mentali ed emotivi in ​​realtà sono avvenuti molto rapidamente. Mi sentivo molto meglio mentalmente. Ero meno depressa, ho perso massa muscolare e sono diventata molto più debole e molto, molto più lenta in acqua». E a chi la critica, era già pronto agli attacchi: «ero preparata per questo, ma non ho nemmeno bisogno del permesso di nessuno per essere me stessa e fare lo sport che amo».

Ha anche detto che «il secondo anno, in cui ho avuto i miei migliori tempi gareggiando con gli uomini, ero infelice. Quindi essere sollevata è incredibile e mi permette di mettere tutta me stessa in allenamento e corsa. Le persone trans non passano all’atletica. Passiamo all’essere felici, autentici e al nostro vero io». Ha poi aggiunto che le donne trans non sono una minaccia:

«Le donne trans che gareggiano negli sport femminili non minacciano lo sport femminile nel suo insieme. Le donne trans sono una piccolissima minoranza di tutti gli atleti. Le regole NCAA riguardanti le donne trans che gareggiano negli sport femminili esistono da più di 10 anni. E non abbiamo visto dominare ondate massicce di donne trans. Noi pensiamo all’essere felici, autentiche e al nostro vero io. La transizione per ottenere un vantaggio non è qualcosa che influisce sulle nostre decisioni».

Al The Guardian invece ha spiegato che molte persone ritengono che lei abbia fatto la transizione solo per essere avvantaggiata nello sport, per vincere. Ma Lia Thomas ha fatto la transizione «per essere felice, per essere davvero me stessa». Come tutte le donne e gli uomini trans. La transizione prevede un lungo percorso psicologico, ed è una rinascita per chiunque la compia.

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